Chiesto il giudizio di Fazio e Consorte


ROMA.Dopo cinque anni di indagine è all'epilogo l'inchiesta romana sulla fallita scalata di Unipol a Bnl. Ieri i pm Giuseppe Cascini e Rodolfo Sabelli hanno formalizzato le richieste di rinvio a giudizio per 37 soggetti, 21 persone fisiche e 16 società. A rischiare il processo sono l'ex governatore di Bankitalia, Antonio Fazio, gli ex vertici di Unipol, Giovanni Consorte e Ivano Sacchetti, quelli di Banca Popolare di Lodi (ora Bpi), Giampiero Fiorani e Gianfranco Boni, l'imprenditore Francesco Gaetano Caltagirone e gli altri membri del cosiddetto «contropatto», l'alleanza tra immobiliaristi e finanzieri che nel 2005 rastrellò e poi rivendette a Unipol oltre il 27% di Bnl. Il tutto al fine di contrastare il patto che guidava allora la banca romana, composto dagli spagnoli del Bbva con l'appoggio di Generali e della Dorint di Diego Della Valle.
Per l'accusa, l' acquisizione del 27% delle azioni violò il regolamento bancario che fissa un tetto del 15%, fruttando plusvalenze milionarie agli aderenti al «contropatto»: Caltagirone, Danilo Coppola, Stefano Ricucci, Giuseppe Statuto, i fratelli Ettore e Tiberio Lonati, Vito Bonsignore e Giulio Grazioli. Da qui le richieste di rinvio a giudizio, a vario titolo, per le ipotesi di reato di aggiotaggio e ostacolo alle attività di vigilanza, su cui dovrà pronunciarsi il gup.
Tra i 21 indagati figurano anche il finanziere Emilio Gnutti, il presidente di Banca Finnat, Giampietro Nattino, il presidente della Banca Popolare dell'Emilia Romagna, Guido Leoni e l'allora presidente del Cda di Banca Carige, Giovanni Berneschi.
L'inchiesta, partita cinque anni fa, si è concentrata in un primo momento sul ruolo avuto nella vicenda dalle autorità di vigilanza. In seguito l'attenzione si è spostata sulla ricostruzione dei passaggi di azioni Bnl tra la fine del 2003 e il 31 maggio del 2005. Secondo i pm, gli indagati realizzarono operazioni simulate per provocare un'alterazione del prezzo dei titoli utile a fare fallire l'offerta pubblica di scambio su Bnl da parte del Bbva e acquisire il controllo della banca.

Andrea Salaris