«I preti devono essere angeli»
ROMA. «Forse verrà un po' di sole, dopo... Ma in ogni caso risuona l'annuncio gioioso della Pasqua». E' stata questa l'unica licenza che si è concesso ieri Benedetto XVI al di fuori dell'agenda liturgica.
Parole dette dopo aver recitato il Regina Coeli (la preghiera che in questo periodo sostituisce l'Angelus) dalla finestra del cortile apostolico a Castel Gandolfo, dove trascorrerà alcuni giorni di riposo. «Per essere fedeli alla loro vocazione i preti devono essere angeli», aveva detto in precedenza. Ratzinger ha concluso la Settimana Santa cosi come l'aveva iniziata, senza fare alcun riferimento esplicito agli scandali dei preti pedofili e agli attacchi che continuano ad arrivare da tutto il mondo occidentale. Unica eccezione la frase a braccio pronunciata al termine del Regina Coeli a Castel Gandolfo davanti a una piccola folla esultante. Un fuori programma seguito all'augurio - anch'esso ufficialmente non previsto - rivoltogli domenica mattina in piazza San Pietro dal decano del collegio dei cardinali, l'ex segretario di Stato Angelo Sodano: «Tutta la Chiesa è con lei - ha detto Sodano precisando di parlare a nome di tutti i cardinali fino all'ultimo dei sacerdoti -, il popolo di Dio non si lascia impressionare dal 'chiacchiericcio" del momento, dalle prove che talora vengono a colpire la comunità dei credenti». Un fuori programma suggerito dalla segreteria di Stato, per marcare il sostegno della Chiesa al Pontefice sotto attacco.
Accuse e critiche che arrivano non solo da Usa e Inghilterra, ma anche da Francia e Spagna. A Madrid il presidente della Camera, Josè Bono, ha commentato che 'la gerarchia ecclesiastica sta difendendosi in modo maldestro".
Il portavoce della Santa Sede Federico Lombardi, che già aveva tentato di ridimensionare le parole di padre Cantalamessa sull'antisemitismo, ha dato ieri la versione ufficiale sulle responsabilità del Vaticano: «La Chiesa non è una multinazionale, il governo di Roma è un servizio all'unità della Chiesa, che offre indicazioni. Non si possono imputare a Roma responsabilità concrete delle autorità locali» ha aggiunto Lombardi. «Prima c'era una cultura generale, cosi come una naturale vergogna a non rendere pubbliche queste cose e a trattarle in privato». Secondo Lombardi il Papa «sta portando trasparenza, è il paladino di come affrontare queste questioni fin da quando era alla guida della Congregazione per la dottrina della fede». E su una cospirazione contro il Papa, Lombardi è stato molto netto: «Chi sta dando ai media i documenti? Gli avvocati delle vittime, che cercano solo di guadagnare più soldi, e i media li diffondono».
Non una parola sui bambini vittime dei tanti abusi venuti alla luce, come ha scritto indignato un attivista gay di Savona al cardinale Sodano, vittima di abusi da parte di un sacerdote savonese quando era ragazzino: «Io e le altre vittime - scrive Francesco Zanardi nella lettera aperta - troviamo siano spergiuro le sue dichiarazioni azzardate davanti al Papa nel giorno della Resurrezione, che tendono a infangare non i colpevoli ma le vittime come me».
E intanto nel Regno Unito la protesta non si placa. La situazione più pesante in Irlanda durante la messa pasquale nella cattedrale di Dublino, con un gruppo di fedeli che ha tentato di portare fin sull'altare delle scarpe da bambino al grido di 'vergogna".