Cinema d'autore da stasera a Voghera
VOGHERA.Sulla Livorno di Paolo Virzi, sfondo malinconico e sorridente al viaggio a ritroso nel tempo di Bruno, insegnante scontento trapiantato a Milano con sentimenti instabili, una madre ingombrante e terminale e una sorella decisa a ricucire tutto, si apre stasera la rassegna 'Film di Qualità", che per undici serate proietterà al cinema Arlecchino una serie di pellicole d'autore, a cominciare, appunto, da La prima cosa bella, commedia all'italiana che fa rivivere l'Adriana di Antonio Pietrangeli, protagonisti Stefania Sandrelli e Valerio Mastandrea. Virzi muove leggero la sua 'gente comune", dosando lacrime e sorrisi con qualche furbizia, in una commossa altalena della vita dove la famiglia è un variopinto mix di cuore e batticuore, turbamenti, ritrosie e sofferenza. Il secondo appuntamento è con 'Il riccio" di Mona Achade, trasposizione sensibile, vibrante, delicata del libro di Muriel Barbery, imperniato sul rapporto tra una dodicenne, una portinaia ingannevole e un raffinato inquilino giapponese (8 aprile). Le 13 rosedi Emilio Mart¯nez-L'zaro torna, invece, agli albori dell'era franchista in Spagna per ricordare il gruppo delle giovani pasionarie giustiziate dalle truppe del Generalissimo per aver aiutato la ribellione (15 aprile). Il nastro biancoMichael Haneke, ambientato alla vigilia della Prima guerra mondiale in un villaggio rurale tedesco terrorizzato da strani fatti dietro cui si nascondono mostruosi grovigli e adolescenti inquietanti (22 aprile), lascerà il posto ad una storia cruda che mostra con realismo il crepuscolo del terrorismo italiano, feroce, sciatto, assetato di sangue. Quella de La prima lineadi Renato De Maria, che rievoca i giorni rivoluzionari di Sergio Segio e Susanna Ronconi (29 aprile). Seguiranno Coco avant Chaneldi Anne Fontane con Audrey Tatou che interpreta la stilista negli anni precedenti il suo successo nel mondo della moda (6 maggio); Videocrazydi Erik Gandini, il documentario svedese che denuncia lo strapotere mediatico raccontando un'Italia in cui la lanotorietà televisiva è diventata progetto di vita (11 maggio) e Terra madredi Olmi, che osserva le abitudini, su e giù per il mondo, di alcuni che coltivano direttamente la terra vivendo dei suoi prodotti (13 maggio). Poi, si potranno vedere Il concertodi Radu Mihaileanu, commedia grottesca, romantica e ribelle sul riscatto di un direttore d'orchestra del Bolshoi finito a fare l'uomo delle pulizie che risorge a Parigi (21 maggio); l'intenso e poetico L'uomo che verràdi Giorgio Diritti, che si cala tra contadini, nazisti e partigiani per rievocare il massacro di Marzabotto attraverso gli occhi dei bambini (25 e 26 maggio) e, a chiusura della rassegna, Lourdesdi Lodovico Gasparini, un piccolo grande film sul tema del miracolo che affronta da un punto di vista laico la misteriosa e inspiegabile volontà di Dio nel luogo sacro (27 maggio). (f. cor.)