Delitto Pasolini, Dell'Utri testimone


ROMA.Si rialza il sipario sulla morte di Pier Paolo Pasolini. Nei prossimi giorni il senatore Marcello Dell'Ultri sarà ascoltato dalla Procura di Roma come testimone, nell'ambito dell'inchiesta sulla morte dello scrittore, avvenuta nella notte tra l'1 e il 2 novembre 1975 all'idroscalo di Ostia, sul litorale romano.
Dell'Utri dovrà fornire spiegazioni sulla vicenda del capitolo scomparso di Petrolio, il romanzo-inchiesta a cui Pasolini stava lavorando prima della morte. Lo scorso 12 marzo, in un'intervista, il senatore aveva sostenuto di avere letto le 78 pagine del manoscritto, nel quale si farebbe riferimento ad alcuni fatti che riguardano l'Eni, a cominciare dalla morte di Enrico Mattei. «E' uno scritto inquietante per l'Eni - spiegò il senatore - parla di temi e problemi dell'azienda, parla di Eugenio Cefis, di Mattei». Dell'Utri aveva annunciato che il manoscritto sarebbe stato mostrato al pubblico alla rassegna sul libro antico che si è svolta il 14 marzo a Milano. Cosa mai avvenuta.
A sollecitare l'approfondimento della vicenda e una riapertura delle indagini erano stati, nei giorni scorsi, l'ex sindaco di Roma, Walter Veltroni, e il ministro della Giustizia, Angelino Alfano. In realtà da più di un anno la Procura di Roma ha aperto un nuovo fascicolo sulla scomparsa di Pasolini, affidato al pm Francesco Minisci. Il procedimento nasce da una istanza presentata dall'avvocato Stefano Maccioni e dalla criminologa Simona Ruffini, che hanno lavorato sulle carte dell'inchiesta di Pavia relativa alla morte di Mattei. Pochi giorni fa Maccioni è tornato a sollecitare ulteriori indagini.
E ieri anche la famiglia Pasolini, attraverso il suo difensore, Guido Calvi, ha presentato una richiesta analoga. Per il penalista è «assolutamente necessario» approfondire le dichiarazioni di Dell'Utri. Per la morte dello scrittore fu condannato Pino Pelosi, un ragazzo di vita, all'epoca diciassettenne.

Andrea Salaris