Alberghi, un 2009 da dimenticare


PAVIA.Il turismo sta voltato le spalle alla provincia di Pavia. Turismo di città, ma anche di campagna, quello che sceglie i parchi o i percorsi nel verde. I dati di Unioncamere relativi al 2008 non lasciano spazio a dubbi: le difficoltà economiche generalizzate hanno avuto ripercussioni anche sui registri di hotel e alberghi, dove l'elenco delle presenze diventa sempre più smilzo. Tendenza proseguita anche nel 2009 e che, si suppone, possa migliorare leggermente solo dal settembre prossimo.
Le cifre tracciano un quadro poco allegro. Diversamente da quanto avviene nel resto della Regione, dove la voce 'turisti in arrivo" ha registrato un incremento dello 0,5% grazie all'effetto trascinamento esercitato da Milano, la provincia di Pavia ha accusato un tracollo: -23,9% sono stati gli arrivi e 32,1% le presenze. Il turismo a contatto con la natura, se in regione ha dato segnali positivi, ha fatto il contrario sul territorio pavese: -24% gli arrivi, -32% le presenze.
Nel 2009 i viaggi dei pavesi sono scesi dell'8,3%. «Per quest'anno il settore spera in un recupero perchè dovrebbe crescere l'avanzo di reddito», sottolinea Romeo Iurilli, presidente di Confesercenti Pavia. La riduzione dei viaggi ha interessato soprattutto le vacanze brevi e gli spostamenti di lavoro. Le prenotazioni nelle agenzie di viaggio hanno toccato il 10,4% nel 2008 e il 10,1% nel 2009, mentre quelle su Internet hanno raggiunto quota 23,5%, e lo scorso anno sono salite di 4 punti: in pratica un viaggio ogni quattro viene scelto on line. Ogni 100 residenti nel 2009 hanno viaggiato in 27,8, contro i 30,4 dell'anno precedente: la parte preponderante è occupata dai viaggi di lavoro (36%).
Gli albergatori pavesi da tempo hanno colto i segnali della crisi. «Rispetto al periodo 2008-2009 purtroppo i dati non sono buoni - conferma Giovanni Merlino, presidente dell'Associazione albergatori -. La crisi delle imprese ha determinato una contrazione degli arrivi, come ha fatto anche il calo dei convegni organizzati da Università e policlinico San Matteo. Perchè l'80% delle presenze a Pavia è determinato da motivi di lavoro».
«Abbiamo avvertito un abbassamento delle presenze nei week-end, ma c'è pure un problema di calo delle tariffe: in Europa sono scese del 20%, negli Usa del 25% - conclude Merlino -. Si conta su una leggera ripresa a partire da settembre 2010. Noi comunque andiamo avanti. Per il movimento che c'è ora in provincia gli alberghi purtroppo sono sufficienti, anche se negli ultimi cinque anni sono nati diversi hotel-motel. Ora bisogna puntare sulla qualità».

Donatella Zorzetto