«Benedetto XVI non venga a Londra»
LONDRA.La protesta contro Papa Benedetto XVI e la chiesa cattolica, accusata di aver coperto gli abusi dei preti pedofili, è arrivata fino a Londra davanti alla più importante chiesa cattolica del Regno Unito. Circa cento manifestanti si sono dati appuntamento ieri dinanzi alla cattedrale cattolica di Westminster dove hanno inscenato la loro protesta mentre dalla chiesa i fedeli uscivano brandendo i ramoscelli d'ulivo.
Armati di striscioni su cui si leggeva: «Il Papa protegge i preti pedofili, si dimetta!», gli attivisti - provenienti da diverse associazioni per i diritti civili, e riunitisi in una coalizione chiamata Protest the Pope - manifestavano anche contro la visita di Stato del Pontefice in Gran Bretagna, in programma per settembre. Peter Tatchell, uno degli attivisti, ha affermato: «Il Papa ha avuto un ruolo diretto nella copertura degli abusi sessuali, si dovrebbe dimettere». E, riguardo al suo viaggio nel Regno ha aggiunto: «Non è benvenuto in Gran Bretagna e non vogliamo che venga onorato con una visita di Stato a settembre, in particolare con una visita di Stato finanziata dai contribuenti».Oltre a dare voce alla rabbia nei confronti del ruolo della chiesa cattolica nelle molestie subite per decenni da schiere di bambini, Protest the Pope accusa il Pontefice, in quanto rappresentante dello Stato Vaticano, di aver violato tutta una serie di diritti umani e di non aver firmato «merosi e importanti trattati» a riguardo. Tra le posizioni della Chiesa che l'associazione contesta vi è l'opposizione ai diritti civili degli omosessuali, all'aborto, all'uso del preservativo e quindi alla lotta all'Aids e, infine, la riabilitazione del vescovo negazionista Richard Williamson. La protesta dinanzi alla cattedrale non è andata giù ad alcuni dei fedeli, che hanno protestato contro il ‘mizio' di Tatchell. Ellen Carhill, un'irlandese cattolica di 66 anni, ha dichiarato di non aspettarsi le dimissioni del Santo Padre. «n si dimetterà mai, non è possibile. Può solo scusarsi per quello che altri hanno fatto». A pronunciarsi a favore del Pontefice è sceso di nuovo in campo l'arcivescovo Nichols, che in un'intervista alla Bbc ha ammesso che la «bbia e lo choc»nei confronti della copertura dello scandalo da parte di alcuni ecclesiastici è «giusta», ma che le accuse verso il Pontefice sono infondate. Nella sua difesa del Papa, Nichols ha infatti ricordato le modifiche alla legge canonica introdotte da Benedetto XVI proprio per proteggere i bambini. «Il Papa non si dimetterà, francamente non c'è alcune ragione che lui lo faccia. Se mai, infatti, è il contrario. E' lui quello che più di tutti a Roma ha affrontato questo problema in maniera diretta», ha detto l'arcivescovo.