Caro-affitti, i negozi lasciano il centro
VIGEVANO. Diciassette negozi con il cartello «Affittasi» nel centro storico e sempre meno commercianti vigevanesi in piazza Ducale. Il vicepresidente Ascom, Giorgio Ferraris, lancia l'idea: «Il Comune convochi i proprietari e li metta in contatto con grandi firme. In modo da portare l'outlet in città invece di farlo in periferia».
«Con l'apertura dell'outlet - ribadisce - i negozi sfitti aumenteranno ancora di più. Dare questi a prezzi vantaggiosi alle grandi firme porterebbe in città nuove attività e magari si potrebbe fare un parcheggio esterno in Brughiera con un bus navetta che collega al centro. Questa è la mia proposta per rilanciare il commercio a Vigevano. Il Comune potrebbe mettere a disposizione un ufficio e le proprie strutture. Ad esempio il castello».
Oggi la realtà è ben diversa però e la serranda abbassata è ricorrente in città. Le vetrine di piazza Ducale sono nella maggior parte dei casi occupate da banche o franchising. E' come se una famiglia nobile portasse nella casa di campagna i mobili lasciati dalla zia baronessa e li sostituisse con quelli comprati all'Ikea. Un paragone forse forte ma in un certo senso rende l'idea di come il volto della città sia cambiato in questi anni. Non hanno di certo fatto fatica i politici ad affittare vetrine in centro per i propri comitati elettorali. Ce n'erano molte libere.
«Non credo c'entrino gli affitti - continua Ferraris - visto che Vigevano è comunque una città di 60mila abitanti e per certi versi sono più bassi che in realtà simili. Se si getta un'occhio nei centri commerciali della zona ci sono anche li diverse serrande abbassate. Senza dubbio ha giocato un ruolo la crisi economica».
Una delle strade dove il fenomeno è più evidente è via del Popolo, dove i negozi con le serrande abbassate sono cinque e uno di questi, un ristorante dove si fa nouvelle cousine, addirittura cede la licenza. Ha fatto scalpore qualche mese fa l'abbandono del negozio Piccadilly, uno dei marchi storici della piazza, per trasferirsi in via del Popolo. Il problema sono innanzitutto gli affitti, ma gli esercenti si lamentano anche delle spese eccessive legate a utenze e tasse.
«Gravano sul nostro bilancio - dice Alessandro Galdo, che ha un bar in via del Carrobbio, dove ci sono cinque saracinesche abbassate con la scritta «Affittasi» - anche le spese per le utenze, energia elettrica, acqua e gas. E poi c'è la tassa per la spazzatura che incide sempre più sulle attività. Gli affitti influiscono fino a un certo punto. Si sa che i centri cittadini hanno prezzi più alti della media, e questo è comunque legato al mercato. Se gli affittuari preferiscono tenerli sfitti invece di abbassare i prezzi è una loro libera scelta».