Unicredit verso il riassetto


MILANO. Si sta completando il mosaico del complesso riassetto della finanza italiana che ruota intorno a Unicredit e Intesa e ai due gruppi finanziari per eccellenza, Mediobanca e Generali.
La presidenza di Cesare Geronzi a Trieste e il ruolo sempre più forte nel cda del gruppo Rcs Corriere della Sera del discusso banchiere già alla guida della Banca di Roma, sembrano disegnare un futuro sotto l'insegna di una nuova alleanza che vede sempre più protagonista la famiglia Berlusconi e i suoi alleati francesi, rappresentati dal finanziere franco tunisino Tarak Ben Ammar.
Nel corso degli ultimi dieci anni il Leone di Trieste è rimasto sostanzialmente immobile, seduto sui suoi 450 miliardi di euro di capitali gestiti, al centro di molte ipotesi di consolidamento con gruppi stranieri, sempre accantonate per l'immobilismo del suo principale azionista, Mediobanca. Ora come sottolinea anche il presidente della Fondazione Banco di Sicilia, uno dei soci forti di Unicredit, il trasferimento di Cesare Geronzi alla presidenza del Leone e l'ascesa al vertice di Mediobanca di Renato Pagliaro, potrebbero distendere i rapporti anche in Unicredit. «Certo ci sono state delle frizioni che hanno portato al rinvio dell'approvazione del piano - ha sottolineato ieri Puglisi, riferendosi al piano 'banca unica" - ma i sistemi si evolvono, e, una volta sciolto il nodo delle Generali, le cose potrebbero essere più facili».
In ogni caso, spiega il presidente della Fondazione Bds, «il clima all'interno della banca non è cosi deteriorato. Se lo fosse stato veramente, si sarebbe andati alla crisi. In ogni caso una divergenza di opinioni non è una guerra».
Per Puglisi quella che si è aperta fra l'amministratore delegato Alessandro Profumo e una parte dei grandi soci di Unicredit «non è una crisi insanabile. Non credo - aggiunge - che questa minicrisi porterà alle dimissioni di Profumo, che non potrebbero dopo tanti anni essere definite un ricambio naturale», anzi «sarebbero un po' un trauma».
Proprio ieri si è svolto un vertice del top management di Unicredit sullo stato del piano di riorganizzazione «banca unica». L'amministratore delegato dell'istituto di piazza Cordusio, Alessandro Profumo ha incontrato i tre vice per elaborare le prime considerazioni che saranno oggetto dell'approfondimento richiesto dai soci.
La situazione, nella finanza che conta, sembra per ora ancora fluida in attesa che si arrivi anche al rinnovo del cda di Intesa San Paolo dove le due grandi Fondazioni, San Paolo e Cariplo, si sono accordate per una lista unica che dovrebbe portare al rinnovo del mandato per Corrado Passera. Il riassetto è destinato a creare nuovi equilibri anche nel gruppo Rcs: nel cda della capogruppo è entrato lo stesso Geronzi e, a sorpresa, è stato sostituito l'amministratore delegato Giorgio Valerio che stava gestendo la ristrutturazione insieme al direttore del Corriere della Sera Ferruccio De Bortoli. Molti osservatori ritengono che si tratti di un primo passo della normalizzazione societaria a favore dell'asse vicino alla famiglia Berlusconi che da sempre considera il principale quotidiano italiano nevralgico nelle dinamiche politico editoriali del Paese.

Andrea Di Stefano