Geronzi al vertice delle Generali


MILANO.Cesare Geronzi (nella foto) ce l'ha fatta: dal mese prossimo sarà presidente delle Assicurazioni Generali dove salirà alla vice presidenza il socio forte francese Vincent Bolloré, l'unico che ieri ha rilasciato delle dichiarazioni lasciando la sede di Mediobanca: «Sono soddisfatto, ho sempre visto attorno a Mediobanca e a Generali un consensus, perché credo che tutti gli azionisti siano d'accordo sul fatto che non si tratti solo di una banca e di una compagnia di assicurazione: sono di più, sono uno dei polmoni dell'economia italiana». Pensionato il presidente uscente, l'ultraottantenne Antoine Bernheim al quale sarà offerta la presidenza onoraria, ai vertici di Mediobanca dovrebbe salire l'attuale direttore generale di Piazzetta Cuccia, Renato Pagliaro. Una soluzione interna interpretata come frutto di un mancato accordo tra i grandi soci intorno ad una candidatura forte come quella di Marco Tronchetti Provera o Fabrizio Palenzona, attualmente vice presidente di Unicredit.
L'ufficializzazione della candidatura di Cesare Geronzi è arrivata ieri pomeriggio all'unanimità: «L'odierno comitato nomine di Mediobanca ha avviato l'iter decisionale per la predisposizione della lista per la nomina del consiglio di amministrazione di Assicurazioni Generali; si prevede di concluderlo entro la metà della prossima settimana in concomitanza con la convocanda riunione del patto di sindacato di Mediobanca», recita lo scarno comunicato ufficiale. Formalmente il via libera arriverà quindi la prossima settimana ma la lista per il consiglio (16 membri della maggioranza, tre consiglieri indipendenti) è nota nelle sue linee essenziali: confermati i due amministratori delegati Giovanni Perissinotto e Sergio Balbinot cosi come l'altro vicepresidente, Ana Patricia Botin, figlia del presidente del Santander don Emilio Botin, che partecipa al patto di sindacato della banca tramite Santusa Holding. Sono in lista anche Francesco Gaetano Caltagirone, Leonardo Del Vecchio, Lorenzo Pelliccioli, Paolo Scaroni, Alberto Nagel, Petr Kellner, Alessandro Pedersoli, Reinfried Pohl e Diego Della Valle. Non verrà ricandidato Gabriele Galateri di Genola, vice presidente uscente. L'accordo è stato accolto positivamente dal ministro Tremonti: «Generali sono un pezzo importante dell'economia di questo paese e dell'economia europea. Se continuano ad essere amministrate cosi è positivo per il paese», ha dichiarato il responsabile delle finanze. Rimane più incerta, invece, la plancia di comando di Piazzetta Cuccia. Non è la prima volta che Mediobanca sperimenta una nomina interna: era già accaduto con Vincenzo Maranghi ma il relativamente giovane Pagliaro non solcherà sicuramente le orme del primo erede di Cuccia che venne allontanato dai vertici del salotto buono dopo essere entrato in contrasto con quasi tutti i membri del patto di sindacato.

Andrea Di Stefano