Pedofilia: «Scegliere i sacerdoti»

BERLINO.Il tema degli abusi sessuali su minori approda per la prima volta nel consiglio dei ministri tedesco e spinge la Germania a preparare un piano d'azione onnicomprensivo non solo per gestire i numerosi casi emersi negli ambienti della Chiesa cattolica, ma per far fronte a un problema - come ripete da giorni la cancelliera Angela Merkel (Cdu) - che interessa tutta la società.
Questo mentre cresce in tutta la Germania il numero di coloro che vogliono cancellarsi dagli elenchi di coloro che versano soldi per la Chiesa (la versione tedesca dell'8 per mille). Di pedofilia si è parlato anche in Vaticano con i vescovi del Consiglio permanente della Cei che hanno dedicato ampio spazio alla «Lettera ai cattolici d'Irlanda» inviata dal papa.
La pedofilia - hanno ribadito i vescovi - è «un crimine odioso, ma anche peccato scandalosamente grave che tradisce il patto di fiducia inscritto nel rapporto educativo».
Anche per questo i vescovi - come scrive in una nota il portavoce della Conferenza episcopale, monsignor Domenico Pompili - «hanno riaffermato l'esigenza di compiere una selezione accurata dei candidati al sacerdozio, vigilando la loro maturità spirituale e pastorale». E ancora: «Il celibato non costituisce un impedimento o una menomazione della sessualità». La Cei torna sull'argomento pedofilia mentre in Spagna sono già 14 gli abusi denunciati che si riferiscono agli ultimi 10 anni.
Nel giorno in cui Angela Merkel chiama tutti a prendersi le proprie responsabilità si scopre che un prete si offriva su internet per giochi erotici gay.
E' accaduto nella diocesi di Essen e il sacerdote è stato subito sospeso dal vescovo, altri due casi di abusi denunciati anche nella chiesa evangelica.
All'ordine del giorno del consiglio dei ministri di oggi c'è anche la questione degli abusi, che il governo vuole affrontare con un piano ad hoc basato - secondo le indiscrezioni di stampa della vigilia - su un doppio intervento, con un forte coinvolgimento a livello interministeriale. L'obiettivo dichiarato della Merkel è fare «chiarezza» su questi casi e dire ai cittadini la «verità», indipendentemente dagli ambienti in sui sono stati commessi gli abusi.
I vescovi tedeschi sono pronti a collaborare con il governo.
Il piano d'azione che l'esecutivo Merkel dovrebbe varare oggi, quindi, non solo si propone di far luce sulle violenze, ma anche di risarcimenti, termini di prescrizione del reato.
Su quest'ultimo punto, i conservatori della Cdu hanno già proposto un allungamento dei tempi e l'ala bavarese del partito (Csu) ha suggerito un termine di 30 anni, rispetto agli attuali 10-20 anni che vengono applicati a seconda dei casi.
Il governo dovrebbe nominare un «delegato indipendente» che si dovrà occupare di questi casi, sia fuori che dentro la Chiesa. (a.g.)