L'Ue gela la Grecia
BRUXELLES.Nessuna decisione concreta nell'agenda del Consiglio Ue di questa settimana. La cancelliera tedesca Angela Merkel sembra chiudere la porta alla possibilità che i 27 capi di Stato e di governo possano varare tra giovedi e venerdi un piano dettagliato per il salvataggio della Grecia.
Il presidente dell'Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, prova a indicare quale sarà la strada da seguire «se la situazione greca dovesse peggiorare e lo sforzo per il risanamento dei conti dovesse essere minato dagli speculatori». «Non sono per un salvataggio dell'Fmi - ha aggiunto - perché quello della Grecia è un problema che deve risolvere l'Eurozona. Ma credo sia possibile uno sforzo comune, con una soluzione da trovare all'interno dell'Eurogruppo e che magari preveda anche l'aiuto del Fondo monetario». Un contributo, quello dell'Fmi, che è stato evocato da molti, a partire da Berlino, la capitale che più si oppone all'erogazione di aiuti ad Atene. Sul fronte degli strumenti da approntare, Juncker ribadisce come l'ipotesi più accreditata sia quella dei prestiti bilaterali. Che però sembra non piacere all'Italia.
Sempre davanti al Parlamento europeo, il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet ha richiamato tutti gli Stati della zona euro a fare del risanamento dei conti una priorità assoluta. E l'eventuale aiuto alla Grecia - ha ammonito - non sarà una sovvenzione, ma sarà legato a condizioni estremamente rigorose, e dovrà essere attuato solo nel caso di una situazione straordinaria di emergenza, con pericolo grave e immediato per il Paese e per tutta la zona euro».
Intanto, l'euro ha imboccato una ripida discesa: ieri è crollato al minimo storico (1,4310) sul franco svizzero. Ha segnato inoltre i minimi da inizio marzo contro il dollaro, a 1,3463, per poi recuperare terreno (a 1,3529) dopo Trichet ha escluso categoricamente che la Grecia possa uscire legalmente dall'euro.