Il killer di Elisa non era solo
ROMA. L'assassino di Elisa Claps non era solo. E' una delle piste più accreditate dagli inquirenti che stanno indagando sul sul giallo della ragazza scomparsa nel 1993 a Potenza, il cui corpo è stato scoperto nella giornata di mercoledi nel sottotetto della chiesa potentina della Santissima Trinità. Il giallo potetino rischia però di infittirsi.
Sul cadavere, sottoposto a un primo esame all'Istituto di Medicina legale dell'Università di Bari, «non ci sono segni macroscopici» quindi al momento non è possibile capire come è stata uccisa. L'ultima parola spetta comunque all'autopsia che comincerà martedi 23 marzo mentre nei prossimi giorni saranno rese note le perizie sul materiale rinvenuto sotto le unghie della ragazza. La posizione in cui il corpo (quasi del tutto scheletrizzato con alcuni frammenti di pelle mummificati) è stato trovato fa presumere che sia stato trasportato da almeno due persone e che sia mai stato spostato da quel sottotetto: era disteso nell'angolo più lontano del sottotetto; i piedi più vicini al muro rispetto alla testa; un braccio piegato; sandali blu ai piedi; accanto gli occhiali da vista e alcune tegole rotte.
Ieri gli investigatori sono tornati a setacciare ogni millimetro del locale alla ricerca di altri particolari. Tra le stranezze della vicenda ci sono i lavori di ristrutturazione effettuati negli anni scorsi dalla Soprintendenza lucana proprio li: nelle prossime ore potrebbero essere ascoltati gli operai per capire come mai nessuno si sia accorto della presenza del cadavere. «Spero che il ritrovamento del corpo di Elisa possa dare un nuovo impulso anche alle indagini relative all'omicidio di mia sorella» ha dichiarato dall'Inghilterra Ben Burnett, fratello di Heather, assassinata a Bournemouth nel 2002, per il cui omicicio venne interrogato Danilo Restivo, principale indagato nella vicenda Claps. L'uomo, originario di Potenza, ora vive a Bournemouth e nel 1995 a Rimini venne accusato da alcune ragazze di averle importunate. (m.v.)