Insulti razzisti a Ezugwu, come 4 anni fa
PAVIA. E' successo ancora, come quattro anni fa. Allora Peter Ezugwu giocava per Pavia, ora è il pivot di Imola, ma per l'ennesima volta ha sentito i tifosi avversari fargli il verso della scimmia. Si chiama razzismo.
La prima volta, o almeno la prima volta in cui ha deciso di denunciarlo, risale al 26 febbraio 2006, a Castelletto Ticino. «Se mi dicono che sono brutto o che non so tirare i liberi lo accetto - aveva detto quella volta il centro inglese 33enne - ma sentire il pubblico che imita il verso della scimmia quando vado in lunetta è disgustoso».
E' successo di nuovo domenica scorsa, a Jesi. «Non erano più di una mezza dozzina, ma si facevano sentire - spiega Ezugwu - . Hanno cominciato a farlo prima che tirassi due liberi, nel terzo quarto. Ho sbagliato il primo e quando ho segnato il secondo mi è venuto spontaneo mostrare loro il dito medio. So di aver sbagliato a reagire cosi, ma ha sbagliato anche la società sportiva di Jesi perché quando è stata multata per il verso della scimmia dei suoi tifosi (1.333 euro, ndr) mi ha accusato di averli provocati. Io invece non ho provocato proprio nessuno, e comunque non ci sono giustificazioni per un caso come questo».
Dopo quei due liberi, Ezugwu ha raccontato agli arbitri cosa era successo e loro ne hanno parlato con lo speaker. «Al microfono ha chiesto ai tifosi di smetterla con gli insulti - ricorda Ezugwu, che ha giocato due stagioni a Pavia - ma io credo che si possa e si debba fare molto di più per combattere gli episodi di razzismo mentre stanno avvenendo. Ad esempio avrebbero dovuto essere gli arbitri e i dirigenti a farli notare, non solo chi è il bersaglio di quegli insulti».
Quattro anni fa, più o meno nelle stesse ore in cui Ezugwu veniva insultato a Castelletto Ticino, Eto'o, allora al Barcellona, aveva chiesto all'arbitro di sospendere la partita per i cori razzisti. «Cosa c'entra il colore della pelle? - aveva detto il centro di Imola, che l'11 aprile ospiterà Pavia - . E' un gesto da ignoranti e non è la prima volta che mi capita di sentire certe urla. La cosa peggiore è la luce nei loro occhi perché si vede che quando fanno il verso della scimmia si sentono forti».
«Io però non confondo pochi spettatori e la società con tutti i tifosi di Jesi - continua Ezugwu - . Dei cittadini marchigiani mi hanno scritto su Facebook per scusarsi e mi sono arrivati messaggi anche da degli italiani di colore che mi hanno detto di sentirsi trattati come dei cittadini di serie B. Anche per loro ho deciso di denunciare ancora gli episodi di razzismo, perché gli anni passano ma le cose non migliorano». Anzi, quattro anni fa la società di Castelletto Ticino non accusò Ezugwu di aver provocato i tifosi e già il giorno dopo scrisse una lettera di scuse alla Nuova.