L'arte pavese illumina il Niguarda
MILANO. Un 'Raggio di sole" a illuminare il nuovo ospedale Niguarda. Si chiama cosi la scultura firmata da Sergio Alberti, l'artista pavese che ha vinto il concorso nazionale 'Cura e speranza", bandito dalla struttura sanitaria in occasione delle celebrazioni dei 70 anni dalla sua fondazione per abbellire con un'opera inedita la hall del padiglione per il centro europeo di trapianti.
Dopo tre mesi di lavorazione l'opera è pronta per essere posizionata: da domani l'ospedale sarà abbellito da un sole in acciaio satinato e un raggio trasversale in ottone lucidato, materiali esaltati dalla luce che penetrerà dalla copertura trasparente a cupola della hall (alta quasi 10 metri). La scultura supera i 5 metri di altezza e i due di larghezza e ha un peso di circa 500 chilogrammi. «Creare una scultura di queste dimensioni non è stato un gioco - esordisce l'artista -. Per cominciare abbiamo dovuto risolvere il problema del peso: l'opera poggia infatti sulla pavimentazione in pietra levigata dell'ospedale, sotto alla quale passano tubature e impianti vari». Il peso andava calibrato, e cosi Alberti ha pensato di utilizzare altri materiali. «Grazie all'ottone lucidato in lastra e all'acciaio inossidabile abbiamo ridotto il peso di almeno il 30%, potendo alzare la scultura di quasi mezzo metro rispetto al bozzetto iniziale». L'opera è stata realizzata da un'azienda pavese, la Carpenteria Palladini di Linarolo, che ha seguito i lavori diretti da Alberti e poi assemblato le diverse parti grazie all'ausilio di un raggio laser. Questa tecnica è ideale per realizzare opere di grandi dimensioni senza però perdere lo spirito iniziale del lavoro artistico. «Ho scelto di rappresentare il ciclo del sole - racconta lo scultore - esaltandolo in quanto evento vitale e perennemente attivo. Attraverso questi elementi invito il pubblico a riflettere su sofferenza e guarigione in una prospettiva di speranza, sottolineata da un penetrante ideale raggio luminoso, visto come simbolo e portatore di speranza e guarigione. L'idea del raggio è quella di energia e speranza, ed è un riferimento di particolare valore emotivo per la combinazione tra forme, piani e materiali». L'opera si adatta perfettamente all'architettura trasparente, da cui prende luce ma alla quale contemporaneamente la ritrasmette; l'ottone lucido, tirato a specchio, emette una luce che brucia nell'atmosfera e viene smorzata solo dall'acciaio satinato, che crea un forte contrasto con la lucidità dell'ottone. Giovedi 25 marzo (ore 17.30), in occasione della festa del Niguarda, il cattedrale Tettamanzi benedirà la scultura di Alberti. (c.arg.)