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PIERA CAPITELLI
Pgt di Pavia, il gruppo del Pd
rilanci le linee guida

Convengo su molte delle osservazioni dell'opinione di Giorgio Boatti di domenica 7 marzo, nel quale vengo citata, e sul suggerimento di ripercorrere criticamente politiche e scelte urbanistiche sulla città di Pavia negli ultimi 15 anni.
Non mancherei di dare un contributo critico e autocritico, qualora fossi interpellata. Non mi dispiacerebbe poi che il gruppo consigliare Pd prendesse iniziative di serrato confronto con i cittadini sulla scelta della maggioranza di cancellare le linee guida di un Pgt discusso in tutti i Quartieri, in ben 8 consigli comunali e approvato con l'accoglimento di molti emendamenti dell'opposizione, senza un nuovo piano di partecipazione della città e con una progettualità tutta da definire.
Convengo pure, sempre con Boatti, sull'opportunità di parlare più chiaramente ai cittadini tutti e non agli addetti ai lavori, perciò preciso che nel mio intervento pubblicato mercoledi 7 marzo volevo evidenziare la grande responsabilità morale che hanno i partiti nel selezionare la classe dirigente.
Facevo riferimento alla realtà locale e non me ne sono pentita: valeva la pena rischiare risposte sgradevoli di soggetti non chiamati in causa (Campari, Della Mariga), pur di sentir dire finalmente, e in modo inequivocabile, che la mia giunta è caduta per merito di Ettore Filippi.
Piera Capitelliex sindaco di Pavia

POLITICA E AFFARI
Berlusconi e don Verzè
Un patto per tanti anni

Il connubio politica, sanità e speculazione edilizia genera corruzione attraverso tangenti e posti di potere. Vediamo il malaffare dare esibizione di sé quotidianamente in quest'Italia dilaniata. Cercando una boccata d'aria pura ci si aspetterebbe di respirarla, come è successo domenica al capo del governo, nel mondo dei servitori di Dio, invece anche quel settore sembra inquinato.
Don Verzé ha compiuto novant'anni e insieme a Berlusconi, grazie agli scienziati del San Raffaele, si ripromette di arrivare a centoventi. Auguri, ma per fare cosa? Le confessioni del premier ormai sono tanto ripetitive che l'assoluzione avviene in automatico... poi i due si conoscono dagli anni sessanta e basta un'occhiata per archiviare e prescrivere peccatucci. Riuscire a far spostare le rotte degli aerei per non disturbare pazienti e abitanti di Milano 2 e trasformare in ospedale una semplice clinica geriatrica privata devono essere stati un impegno comune che cementa per il resto della vita.
«Le idee generano soldi» e aggiungerei anche le buone conoscenze visto che con Berlusconi, Craxi, Angelucci, Compagnia delle opere e finanza bianca, il San Raffaele è un natante che naviga ormai in tutta Italia e prega, assolve e cura ovviamente più il corpo che l'anima. Come ebbe a dire un ministro di Cristo circa l'opera del collega neonovantenne, «Il fine giustifica i mezzi, ma non si capisce mai che cos'è il fine. Forse un fantoccio chiamato dio per tenersi buoni la struttura ecclesiastica e il mondo della politica».
Penso avesse ragione, da povero peccatore penso anche che se ci si confessa sarebbe auspicabile e dignitoso un minimo di pentimento che, come si può constatare, non è cosi «automatico».
Paolo OropalloPavia

VIGEVANO, LA MULTA
«Ridate il violino
al suonatore ambulante»

Leggo sulla Provincia Pavese che la Polizia locale di Vigevano ha sanzionato per 160 euro un violinista ambulante che suonava in via XX Settembre e, soprattutto, che gli ha sequestrato il violino.
Trovo discutibile l'applicazione dell'art. 62 del Regolamento di polizia urbana, sotto il profilo della continuità e del disagio (suonava male?). Trovo soprattutto insostenibile il sequestro del violino in quanto «mezzo usato per compiere la violazione».
Cara grazia che non gli hanno spezzato le dita. E se fosse stato un cantante? Non oso pensare cosa gli avrebbero potuto fare.
Il Partito democratico di Vigevano offre al suonatore slovacco la tutela legale per il dissequestro del violino e per l'annullamento del verbale. Troppo spesso le regole valgono solo per gli ultimi.
Paolo VillaPd, Vigevano

LA PROPAGANDA
Pavia, le regole da rispettare
Anche quelle elettorali

Il consigliere comunale del Pdl di Pavia, Armando Catarisano, ha scritto al giornale, a proposito del caso Barattolo, che «si vuole far passare chi pretende il rispetto delle regole del vivere civile come liberticida e antidemocratico».
Una facile battuta è che le regole che stanno a cuore al partito del sig. Catarisano sono solo quelle del vivere civile e non quelle che normano la presentazione delle liste elettorali, ma sarebbe fin troppo scontata.
In ogni caso, tornando a casa da Milano, mi è capitato di trovare tutte le automobili parcheggiate in via Aselli, tra cui la mia, tappezzate della propaganda elettorale di un suo compagno di partito. Ma il regolamento di polizia urbana di Pavia non vieta espressamente di mettere volantini sui cruscotti? Quindi anche le regole del vivere civile vanno applicate a macchia di leopardo? La propaganda elettorale si, i concerti no; i bar i cui avventori fanno chiasso all'incrocio fra corso Garibaldi e via Siro Comi si, quelli i cui avventori fanno chiasso all'incrocio fra corso Garibaldi e Strada Nuova no.
Qualcuno mi può spiegare perché tutto questo è giusto?
Piero DiamantiPavia

17 MARZO 1989
L'anniversario della Torre
Pavia non dimentica

Turnavi una matina da péscà, / s'eri rivà a l'altèsa ad Gravalòn / quand ho vist insima ad la cità / a levàs in dal ciél un gran pulvròn. / Am so fermà, mi gh'ho vüd pagüra, / ‘s l'era sucès, ho no pudü pensàl, / s'era furmà una nivulasa scüra / e ch'la cupriva tüt la visüal. / Gh'er altra gént insèma a mi a guardà, / ugnün disiva qual che a lü agh pariva, / al pulvròn però l'era ummò là, / gh'era ‘na quai persòna ca piangiva. / Pariva al risültà d'un'esplusiòn, / fasiva ricurdà i bumbardamént, / pudiva vès dal dòm al cüpulòn / opüra tanti cà ‘d la pòra gént. / Prima che la pulvar la andas via, / s'pudiva no savè s'er capità, / cèrt un altar guaio par Pavia / una tragédia sicür par la cità. / Séram li in tanti, tüt preucupà / quand è pasà un umèt cul muturin, / cun al magòn in gula l'ha vusà: / «E' burlà giù la tur dal campanin!» / Rivà ca suma pö in piasa picula / uma truà i pumpiér e anca i suldà / cun camio e rüsp, gh'er pü l'edicula, / l'aria pesànta, fadiga a respirà. / Povra Tur! Gh'er piéna la piasèta / di rèst d'un mür vég ad mila àn, / gh'era pérsòn dispèrs, altra disdèta, / p'r sta cità jén mai fini i malàn! / Chisà se s'pudarà rifala sü, / tam mé è sücès alùra cul pònt vég! / I témp d'adès a la permètan pü, / dès i bilanc i dévan andà in parég!
Agostino FaravelliPavia
E' pasà ventun an / ch ä vedumâ pû la tur. / Cla sia giamò statâ dimenticà? / Äl ricòrd âl sugerisa, / ch ä duvumâ ummò parlàn, / pâr truà 'na sulusiòn. / Dâ quând l'è andata / a mun-furlön, / slâ fân sû pû, / a dla tur / duvuma cuntntàs / dâ guardà i bucòn. / Quând a pasi d'in Piasa picula / senti ummò l'udur, / ch ä lasa i cà ch ä börla giù, / e ricordi che 'n mes al pulvròn, / m'era gnûd al magòn. / Pensi sempâr cun dulur / che quatär pori piviòn / han fini da fà carosello / giragh 'n gir a la tur.
Rino ZuccaPavia

PAVIA, L'ADDIO
Il ricordo di Rita
e dell'amore per la musica

Ti ricordo in un luogo del mio cuore dove ti penso e ti parlo.
Ti ringrazio per tutto quello che mi hai insegnato e per la parte di vita trascorsa insieme.
Per te, costola e motore della più importante realtà privata pavese di formazione musicale, tanti bambini e tanti ragazzi hanno imparato ad apprezzare e ad amare la musica.
Non sono stata sufficientemente forte da vederti anche nella sofferenza.
Ti penso per Pavia, in bicicletta, o dietro la scrivania con il sorriso che mi dedicavi sempre, o nel percorso tra il negozio e la scuola che avrai fatto mille e mille volte per risolvere altrettanti problemi e proporre altrettanti progetti. So che, anche questa volta, sarai vicino ai tuoi cari, a Lillo e al signor Giorgio, per aiutarli a convivere con la tua terribile
assenza.
Non ti dimenticherò mai. Un caro abbraccio.

Alessandra / Pavia