«Crosione, la giunta ha tagliato gli spazi sociali»

PAVIA.Il problema dei bulli del Crosione non è solo un'emergenza educativa. Chiama in causa anche la conformazione del quartiere e le decisioni politiche. Ad esempio, sulla realizzazione del contratto di quartiere, che tre anni fa aveva ricevuto i finanziamenti regionali.
A porre la questione, dopo le segnalazioni dei giorni scorsi, è l'ex assessore ai servizi sociali Francesco Brendolise, Pd, ora consigliere d'opposizione. Il problema? Al posto degli spazi sociali dovrebbero sorgere nuovi appartamenti di edilizia popolare. «Il nostro progetto era stato approvato anche per l'inclusione di spazi sociali per il quartiere, da collocarsi al pian terreno delle tre palazzine di case popolari da costruire - spiega Brendolise-: erano tre, uno per palazzina. Uno per il centro anziani e il segretariato sociale decentrato, il secondo per gli adolescenti, il terzo a un laboratorio territoriale di integrazione multietnica e spazio di autogestione del quartiere». Ma, denuncia l'ex assessore «con la direttiva del 23 febbraio, la giunta ha modificato la destinazione d'uso dei piani terra: c'è solo uno spazio a piano terra che ospiterà tre uffici di 12 metri e un salone polifunzionale da 80 metri, da condividere. La formula altrove è fallita: anziani e adolescenti ne hanno bisogno in contemporanea». Al posto degli altri spazi altri appartamenti: bilocali e monolocali. Un piccolo passo di fronte ai 600 esclusi dalle assegnazioni delle case popolari: «Bisogna dare una risposta all'emergenza casa - dice Brendolise - ma il contratto di quartiere aveva lo scopo di rendere la zona vivibile con più servizi: cosi se ne ribalta lo spirito». (a.gh.)