«Hai karma negativo» e le stuprava
ROMA.Era a capo di una setta di un migliaio di persone che ne avevano fatto la propria guida spirituale. E lui ne approfittava. Abusando sessualmente di bambine tra i 10 e i 12 anni e delle loro madri. E convincendo i suoi adepti a intestargli denaro, negozi, proprietà.
Da ieri Danilo Speranza, 62 anni, romano, fondatore e capo indiscusso della setta Re Maya, si trova in carcere su disposizione del gip di Tivoli, Cecilia Angrisano. Violenza e truffa aggravata i reati per ora contestati al guru di San Lorenzo, il quartiere di Roma dove la setta aveva la sede. Accuse pesantissime. Rese ancora più gravi dal fatto che tra le tante finalità dell'associazione Re Maya c'era anche quella della lotta agli abusi sui minori.
L'uomo è stato arrestato ieri mattina, nella sua abitazione del quartiere Montesacro, a Roma, dagli agenti dell'VIII Gruppo della polizia municipale della capitale, diretto dal comandante Antonio Di Maggio. A Speranza sono stati sequestrati denti, capelli, feticci, bambole voodoo, strumenti usati per consumare i rapporti sessuali, definiti dagli investigatori 'molto violenti", con le sue vittime. «I reati - spiega Di Maggio - venivano consumati non solo a San Lorenzo, ma anche nella zona nord della capitale e in provincia».
L'indagine parte due anni fa, dopo una segnalazione del centro anti-violenza del Campidoglio. Due bambine raccontano agli assistenti sociali gli strani rituali di purificazione a cui venivano sottoposte: con la scusa di volerne modificare il karma negativo trasmettendo loro il suo Dna sano e curativo e di allontanare il male dalle loro famiglie, Speranza le sottoponeva periodicamente a violenza sessuale.
A tale scopo, si legge nell'ordinanza di custodia cautelare, il guru arrivava a 'terrorizzare le ragazzine" millantando poteri sovrannaturali e minacciando di cacciarle dalla setta.
Le indagini coordinate dal procuratore capo di Tivoli, Luigi De Ficchy, e dai pm Maria Teresa Pena e Stefania Stefania, hanno portato alla luce decine di abusi. Sono almeno venti le giovani vittime delle violenze, tutte romane, per lo più del quartiere di Tor Bella Monaca. Tra loro, adolescenti tossicodipendenti che le famiglie affidavano al «guaritore» per allontanarle dalla droga. Ma la setta new age fondata nei primi Anni 80 da Speranza aveva esteso le proprie ramificazioni anche nelle scuole e nelle carceri. Il santone organizzava corsi di difesa personale nella Scuola Saffi di San Lorenzo e dal 1994 teneva corsi di yoga ai detenuti del carcere di Rebibbia. Minori, alcolisti, tossicodipendenti, disabili, le categorie a cui si rivolgeva il guru. Che esercitava una influenza talmente profonda da convincere gli adepti a versargli elargizioni fino a 80mila euro. Denaro, spiegava lui, che sarebbe servito a finanziare ricerche per costruire un disintegratore di particelle in grado di trasformare l'immondizia in cibo per risolvere la piaga della fame del mondo.
In realtà Speranza usava le somme per ottenere immunità diplomatiche e instaurare contatti con gruppi eversivi e del fondamentalismo islamico. Tra le amicizie pericolose, quella con il giornalista iraniano arrestato a Milano con l'accusa di traffico di armi verso i Paesi islamici.