Pavia, Carbone corre verso lo Spezia

PAVIA. Il grande assente della sfida di Vercelli ha sofferto in tribuna, nascondendo la tensione dietro un paio di occhiali neri da sole. E al gol liberazione di Ferretti, che certificava la vittoria sulla Pro Belvedere, lui e Pato D'Amico sono corsi fino alla rete di recinzione per festeggiare con il compagno. «Ci voleva questa vittoria», dice Benny Carbone che si sente stretto nei panni di spettatore e giura che farà di tutto per rientrare già il 29 contro lo Spezia.
Il capitano vuole bruciare i tempi di recupero dallo stiramento per non saltare il big match con la capolista. «Andrò anche a Lourdes, se necessario - scherza, ma neppure troppo, il fantasista azzurro - E' una partita così importante che sarebbe davvero un peccato saltarla. E poi io, come tanti altri miei compagni, al primo posto ci credo ancora, nonostante i sette punti di svantaggio. Il Milan insegna: finchè la matematica non condanna, bisogna sempre provarci».
Tanto ottimismo è giustificato dalla prova del Pavia, che ha vinto e convinto pur privo del suo capitano e giocatore simbolo. «La mia sofferenza in tribuna è stata ripagata dai compagni - racconta Benny - Abbiamo dimostrato di essere ancora vivi e la vittoria è arrivata nel momento più importante, dopo una serie di risultati non soddisfacenti».
Ora però in attacco siete in tanti. Non teme che al rientro in campo farà fatica a riconquistare un posto da titolare?
«Non bisogna avere paura della concorrenza - risponde Carbone - Il fatto di essere in tanti è una risorsa, non una debolezza. Cammilluzzi a Vercelli ha fatto fino in fondo il suo dovere. Lo stesso Stefanini, in un altro ruolo, ha ripagato la fiducia dell'allenatore. Siamo una rosa di ventidue. Io farò di tutto per esserci a La Spezia, ma se il mister mi terrà in panchina accetterò la decisione serenamente».
A proposito di panchina, domenica lei doveva andarci anche se infortunato. Poi cos'è accaduto?
«L'idea era quella, dovevo contribuire a fare gruppo anche da strappato, poi d'accordo con il mister abbiamo deciso diversamente e di premiare un giocatore della Berretti».
Ferretti l'ha ringraziata per l'incoraggiamento al suo ingresso in campo.
«Io ci tengo tantissimo ad Andrea. Lui è uno che soffre alla prima difficoltà, ma se matura e impara a tenere duro, ha tutto per giocare anche in serie A. Lo ha dimostrato pure a Vercelli, con quel gol su punizione che ha fatto sembrare semplice, ma semplice non era affatto».
Un pronostico da tifoso interista sulla sfida di Champions con il Chelsea.
«Da tifoso, e da italiano, spero ovviamente che l'Inter ce la faccia, ma temo che sarà molto, molto difficile. Io ho giocato in Premier league e conosco il clima inglese, lo Stamford Bridge sarà una bolgia. Una speranza c'è, ma anche il Manchester insegna che non è facile per niente fare risultato con le inglesi».