Le camicie rosse: «Sangue contro la sede del governo»
BANGKOK.Arrivata al quarto giorno, di fronte al rifiuto del governo di cedere alle richieste di nuove elezioni, la protesta delle «camicie rosse» a Bangkok sembra perdere d'intensità: dopo aver minacciato di portare il caos nella capitale thailandese, ieri i sostenitori dell'ex premier Thaksin Shinawatra hanno solo brevemente assediato la caserma che ospitava il primo ministro Abhisit Vejjajiva, per poi tornare al campo base della protesta. Ma la situazione rimane tesa, e tra i manifestanti crescono i segnali di frustrazione: tra questi, la proposta di imbrattare di sangue la sede del governo. L'ultimatum dato ad Abhisit - sciogliere il Parlamento entro mezzogiorno o fronteggiare un'escalation delle proteste - è passato senza conseguenze. Un episodio di violenza si è invece verificato attorno a un altro edificio militare, nel cui cortile l'esplosione di una granata ha ferito in modo non grave due soldati. Le autorità hanno fermato e poi rilasciato un manifestante sospettato di aver lanciato la granata. I leader dei «rossi» hanno però negato qualsiasi coinvolgimento, accusando l'esercito di voler fabbricare un pretesto. L'ex premier, in autoesilio dopo essere stato deposto dal golpe del 2006, è stato intanto avvistato in Montenegro.