Fini rompe gli indugi e si candida al dopo Berlusconi
ROMA.Dopo Berlusconi, anche Fini rompe gli indugi. Il Cavaliere salta ormai l'organizzazione del Pdl e parla solo attraverso i Promotori della libertà, il corpo scelto di pretoriani che risponde solo a lui? Il presidente della Camera mette in pista «Generazione Italia». Non una corrente, si affrettano a dire i fedelissimi del presidente della Camera, ma certo qualcosa che gli assomiglia molto.
Soprattutto, non è più un mistero l'obiettivo: la leadership del Pdl. Dopo 15 anni è quasi una data storica. Per la prima volta un esponente del centrodestra si candida esplicitamente a sostituire Berlusconi. Per carità, si affrettano a chiarire i finiani, se ne parlerà solo quando il Cavaliere avrà fatto spontaneamente un passo indietro. Finché c'è lui non si discute. Ma dopo, aggiungono, il leader sarà Fini. Generazione Italia lavorerà per questo.
E nel frattempo è ora che nel Pdl siano convocati gli organi dirigenti del partito, si inizi a discutere, a confrontarsi, magari persino a contarsi nei congressi. Che insomma si inizi a decidere insieme come si fa in un partito con un medio quoziente di democrazia interna.
Una vera e propria rivoluzione in un centrodestra assuefatto all'uomo solo al comando. Ma non sarà un processo indolore. Nessuno dubita sul fatto che Berlusconi veda come fumo negli occhi l'offensiva finiana. Generazione Italia ha già fissato una data di nascita, l'8 e 9 maggio, quando si riunirà la sua prima convention a Perugia. E già dal primo aprile, all'indomani delle elezioni, lancerà il suo quotidiano on line. Il Cavaliere ha già chiesto ai parlamentari del Pdl di iscriversi ai Promotori della libertà ed è molto probabile che anticiperà Fini anche nella convocazione della convention. Quella del movimento guidato dalla Michela Brambilla si dovrebbe infatti tenere entro aprile.
Una prima conta è insomma già iniziata. Italo Bocchino assicura che a Generazione Italia sono arrivate «centinaia di mail» di militanti del Pdl che chiedono di partecipare fra cui, sostiene, anche molti ex Forza Italia, non solo ex An. L'attenzione è ora tutta rivolta a capire come si divideranno i parlamentari del Pdl fra i due schieramenti che si fronteggiano.
Quello che è certo è che dopo le regionali si apre un periodo di quasi tre anni in cui non ci saranno elezioni. Un periodo ideale per disfare vecchi equilibri e riorganizzare le forze in campo con il tempo necessario per far assorbire agli elettori i traumi di uno scontro interno che, al di là delle assicurazioni pacifiche, si annuncia tutt'altro che indolore.