Il premier: «Clima avvelenato»
ROMA.In visita al San Raffaele, Berlusconi si dice contento di stare per un po' di tempo lontano dal «clima avvelenato». Il riferimento è all'inchiesta di Trani su pressioni per la chiusura di Annozero, anche ieri al centro della cronaca. Con un elemento in più: l'indiscrezione di una telefonata nella quale il Cavaliere si sarebbe lamentato con il commissario dell'Agcom, Giancarlo Innocenzi, del leader dell'IdV: «Non si può vedere Di Pietro che fa quella faccia in televisione!», avrebbe detto il premier chiedendone l'estromissione dai programmi di approfondimento. L'ex pm ne fa un motivo di orgoglio: «E' comprensibile che Berlusconi mi tema perché vede in me e nell'IdV una spina nel fianco». Secondo il leader dell'Idv quanto sta emergendo è un «attentato politico alla democrazia grosso come una casa». Parole che scatenano le ire del Pdl che parla di un Di Pietro in «delirio di onnipotenza» e pericoloso anche per il Pd che ormai «ne è succube». Il clima è destinato a scaldarsi con l'arrivo degli ispettori del ministero della Giustizia alla Procura di Trani di fronte alla quale si terrà una protesta di parlamentari e dirigenti dell'Idv. Il caso pugliese, dunque, dopo quello delle liste alle Regionali, diventa l'ennesimo tema estraneo ai programmi delle due coalizioni a piombare pesantemente nella campagna elettorale. «Non stiamo parlando delle cose che interessano alla gente», dice preoccupato il leader della Bossi che invita alla calma: «È il momento di abbassare la voce». Anche al Cavaliere il senatur manda a dire di stare più attento, anche se «non è possibile che un presidente del Consiglio non possa parlare al telefono perché sa di essere sempre intercettato». Subito rimbrottato dal leader dell'Udc, Casini che attacca: «Anche stavolta non sono d'accordo con Bossi perché non è al telefono che il presidente del Consiglio deve stare più attento ma ai problemi degli italiani». Anche il Pd non usa toni morbidi sull'inchiesta di Trani. «Un presidente del Consiglio che avendo due milioni e centomila disoccupati si occupa di far chiudere una trasmissione che per lui è scomoda - dice D'Alema - è un atto barbarico. C'è parecchia barbarie in circolazione». L'intercettazione tra il premier e il direttore del Tg1 Minzolini è per Fassino un episodio squallido. «Non accettiamo nessuna predica - replica Maurizio Gasparri, Pdl - da chi faceva telefonate a Consorte per seguire attività illecite della sinistra bancaria».