Il fratello del Papa tirava le sedie ai giovani del coro di Ratisbona

BERLINO.Lo scandalo degli abusi sessuali negli ambienti della Chiesa cattolica colpisce anche la Svizzera, mentre in Germania emerge che le violenze sui «Passeri del Duomo di Ratisbona» sono continuate almeno fino al 1992 e, allo stesso tempo, affiorano nuovi particolari sui metodi dello stesso ex direttore del coro, Georg Ratzinger (nella foto), il fratello maggiore del Papa, che nei momenti di collera tirava anche le sedie contro i suoi giovani allievi. Le nuove rivelazioni, che il settimanale tedesco Der Spiegel definisce «devastanti», arrivano da un ex allievo del coro, Thomas Mayer, il quale ha raccontato proprio allo Spiegel di aver subito abusi sessuali e violenze dall'inizio degli studi nel convitto bavarese fino alla fine, appunto nel 1992, in un sistema che ha definito «totalitario». E il giornale ricorda che finora casi del genere venuti alla luce nel famoso coro di Ratisbona risalivano solo agli anni '50 e '60.
In particolare, Mayer ha detto di essere stato violentato da studenti più anziani e ha ricordato che rapporti sessuali completi tra studenti avevano luogo anche nell'appartamento di un tutore. «La pressione di un sistema totalitario - ha commentato l'ex alunno - veniva trasmessa» sugli studenti.
Nel Nord della Germania, in Bassa Sassonia, alcuni ex alunni di una scuola cattolica di Cloppenburg (poi chiusa) hanno raccontato di avere subito abusi negli anni '50 e '60 da parte di tre preti (tutti già deceduti) e di un dipendente laico dell'istituto.
Anche in Svizzera, 60 persone si sono fatte avanti puntando il dito contro membri del clero. Nuovi casi, inoltre, sono emersi in Austria in seguito alla testimonianza di Erwin Aschenwald, un ex ospite di un convitto di Fuegen (tra il 1970 e il '76).
Un altoatesino ha ribadito in un lungo articolo sul quotidiano Tageszeitung le accuse sollevate venerdi in una intervista con il giornale di lingua tedesca: ripetuti abusi, addirittura in sacrestia, da parte di cinque frati di un convento bolzanino negli anni '60, all'età di 13-14 anni.