Tarquini sta con i più piccoli

I ncisivo come quando è alla guida della sua Seat nel Mondiale Turismo, Gabriele Tarquini, dall'alto della sua esperienza in Formula Uno, non si sottrae ad analizzare la stagione che sta cominciando. Con un occhio di riguardo anche alle realtà meno importanti.
Parte una nuova stagione con diverse novità. Tra queste anche diversi team minori, che qualcuno non sembra guardare troppo bene.
«Ma i team minori sono importanti - sostiene con forza Tarquini -. Un po' perché come nei campionati di calcio ci vogliono anche le squadre piccole, un po' perché anche attraverso questi team si sono visti emergere piloti e idee tecniche interessanti. Poi in pista è bello vedere qualcosa in più di 20 vetture. In passato ce ne sono state anche 40. E' anche positivo vedere che si può prendere parte ad un mondiale di Formula Uno senza arrivare a spese folli, tipo 600 milioni di budget per mandare in pista due vetture. La crisi è reale e riguarda tutti, evidentemente si è presa coscienza della situazione e si cerca di abbassare il livello di spesa. Certi top team non se ne sono andati per caso. Todt è una persona esperta e saprà continuare su questa strada».
Tornando ai big: tutti dicono Ferrari.
«La Ferrari è sicuramente competitiva e potrà fare molto bene, ma la concorrenza è forte. Forse Maranello ci ha abituato troppo bene negli anni passati, mi ricordo ancora di lunghi periodi senza successi. Sarà comunque un campionato interessante, forse anche spettacolare. L'abolizione del rifornimento in corsa potrebbe portare a situazioni nuove».
Peccato che la presenza di piloti italiani sia ridotta.
«Non credo che sia dovuto alla mancanza di talento, perché quello c'è. E' che in Italia tutti devono fare i conti con la presenza della Ferrari. E' un po' il rovescio della medaglia del successo di Maranello, che attira sicuramente tante attenzioni, ma anche, ad esempio, sponsor. Non vuole essere un'accusa a Maranello, è lo stato delle cose ed è il motivo per cui anche altri team italiani hanno storicamente trovato difficoltà. Per fortuna proprio la Ferrari ha attivato un programma giovani, sono sicuro che i risultati si vedranno in tempi brevi». (d.p.)