Mori nel cantiere Parte il risarcimento da 300mila euro

SAN GENESIO. Era morto schiacciato da un blocco di cemento mentre lavorava in un cantiere di via Riviera a San Genesio. Per quell'incidente il Tribunale di Pavia ha emesso ieri tre condanne e disposto un risarcimento di 300mila euro.
Il processo doveva stabilire l'esistenza o meno di responsabilità nel decesso di Gezim Berisha, un muratore albanese che abitava a San Genesio e aveva 31 anni. I giudici ieri hanno deciso per la colpevolezza degli imputati. Dieci mesi (pena sospesa) sono stati inflitti a Marco Bonato, 58 anni di Pavia, direttore dei lavori, e al capocantiere e responsabile della ditta che aveva l'appalto, Egidio Del Bono, 55 anni, e il figlio Matteo Del Bono, di 31 anni. Nel processo si era costituita parte civile - oltre ai parenti della vittima - anche l'Inail, con l'avvocato Sabina Lupo di Brescia. Nel processo civile l'Inail potrà rivalersi sugli imputati. L'intenzione degli avvocati Orietta Stella e Diego Parrucchini (per Bonato) è di fare appello, mentre Fabrizio Gnocchi e Schiavi di Milano, che difendono gli altri imputati, aspetteranno le motivazioni della sentenza per valutare un appello che definiscono «non scontato». Ieri le difese hanno insistito sull'assenza di responsabilità da parte del direttore dei lavori e dei titolari della ditta che stava eseguendo il lavoro. L'incidente, che era costato la vita al muratore, secondo i legali della difesa non sarebbe stato legato all'assenza di misure di sicurezza ma a una drammatica fatalità.
Il processo ha passato in rassegna i dettagli della vicenda, per come era stata ricostruita dai vigili e della polizia. Un collega del muratore stava manovrando una gru a cui era attaccato un blocco di cemento, che doveva essere trasportato da un punto all'altro del cantiere. Il peso, al momento della caduta, si trovava in mezzo a due grossi silos, di solito utilizzati per produrre il cemento. In questo frangente il carico si staccò, piombambo addosso al muratore e uccidendolo sul colpo. (m. fio.)