L'Idv: non attaccheremo Napolitano
ROMA.Nessun timore di attacchi dal palco dell'Idv a Napolitano, nessun complotto nei confronti del Pdl. «Berlusconi è un disco rotto», dice Bersani, a Reggio Emilia per un'iniziativa elettorale, e vorrebbe evitare di parlare ancora delle liste escluse, di entrare nel terreno sul quale cercano di attirarlo il presidente del Consiglio e i suoi ministri. Ma alla fine ne è costretto, dopo che Berlusconi ha gridato di nuovo al complotto, ha attaccato giudici, opposizione, tutti. Ma i rapporti all'interno del centrosinistra sembrano molto stabili e tutti i leader guardano ormai alla manifestazione di sabato. L'unico accenno di polemica sono le minacce di Enrico Letta (vicesegretario Pd) all'Italia dei Valori, nel corso di un faccia a faccia sul web con La Russa: «La manifestazione sarà una prova di maturità, le forze che diranno una parola fuori luogo contro Napolitano sabato devono considerarsi fuori dall'alleanza». Di Pietro ha evitato di replicare, per lui lo ha fatto Massimo Donadi presidente dei deputati Idv: «Enrico Letta ha detto una colossale sciocchezza soprattutto dopo il 'gentleman agreement" tra Bersani e Di Pietro. Pd e Idv si stanno impegnando per costruire una forte alleanza, e Letta dà lezioni come fosse la maestrina dalla penna rossa». Stop, il siparietto si chiude.
E del resto Bersani ha avuto ampie rassicurazioni da Di Pietro. L'ex pm che parlerà dal palco di piazza del Popolo insieme con i leader degli altri partiti, parla ancora di 'chiamata alle armi democratica", espressione un po' colorita che qualcuno nel centrodestra nei giorni scorsi aveva voluto leggere come una 'minaccia": «L'Idv ha detto dal primo giorno che bisognava manifestare contro Berlusconi. Sabato è una chiamata alle armi democratica, deve esserci una sola voce per dire: resistiamo e liberiamoci del regime prima che sia troppo tardi. Siamo pronti a costruire un'alternativa a questo governo fascista e piduista, questo è il messaggio che deve scaturire».
Bersani si è detto tranquillo dell'alleanza stretta con l'Idv e anche da come reagirà la piazza, dove ci sarà in forze l'onda viola che calerà da ogni parte d'Italia, insieme ad altre numerose associazioni. Poi, dopo le ennesime furibonde accuse di Berlusconi, non può sottrarsi: «Hanno fatto un pasticcio, hanno fatto un decreto su misura, sbagliando la misura. Cosa vogliono da noi? Berlusconi parla di un disegno, ma quale disegno? Se la sono cercata loro». Più esplicito Massimo D'Alema: «Nei paesi democratici è normale che si vada in piazza. Lo farà anche il Pdl, forse per protestare contro Alfredo Milioni, quello che non ha presentato la lista?». Anna Finocchiaro, presidente dei senatori del Pd, non ha voglia di scherzarci su: «La vicenda della presentazione della lista del Pdl nel Lazio e la drammatica approvazione con tanto di fiducia ieri al Senato del legittimo impedimento, dimostrano ampiamente che siamo davvero ad un passaggio pericoloso per la democrazia».
Il segretario Bersani si avvia verso piazza del Popolo dunque più forte, e cosciente che il Pdl ha fatto troppi passi falsi. Fiducia sul risultato elettorale: «Vincere sette a sei è già un bell'obiettivo - dice - spero e penso che avremo la maggioranza delle regioni. Qualche mese fa ci davano nella riserva indiana, oggi si vede che non è cosi. Le cose cambiano, Berlusconi se n'è accorto». Chiaro il riferimento al furore eccessivo e al nervosismo mostrato dal premier in questi giorni. E a quel comportamento non da premier ma da agitatore: «Basta con gli insulti, è ora di parlare dei tanti problemi della gente. Basta con questo disco rotto, si mettano tranquilli».