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PARIGI.Ventesima tra i 30 Paesi Ocse per Pil pro capite, per effetto della crisi l'Italia rischia ora di scivolare agli ultimi posti della classifica e deve quindi intervenire rapidamente su alcuni punti deboli, come la scarsa produttività e l'eccessiva pressione fiscale su lavoro e pensioni: questo l'avvertimento lanciato al nostro Paese dall'Ocse, l'organizzazione internazionale per la cooperazione e lo sviluppo economico, nel suo rapporto «Obiettivo crescita 2010», che raccoglie i suggerimenti ai governi per uscire dalla recessione e intraprendere la ripresa. Per l'Italia, spiega l'organismo internazionale di Parigi, gli effetti a lungo termine della crisi sul sistema produttivo potrebbero costare un taglio di 4,1 punti del Pil, di cui 1,9 causati dal deterioramento dell'occupazione e 2,2 dal costante aumento del costo del capitale. Un impatto superiore alla media dei Paesi membri, stimata a 3,9 punti di calo.