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PAVIA.Minuto 42 della ripresa, cross di marca lilla dalla tre quarti e Ferretti, attaccante del Pavia, svetta di testa liberando la propria area di rigore; Lamenza, numero 17 del Legnano, cade a terra spalle alla porta nei pressi del limite dell'area in posizione centrale. Per l'arbitro è stato trattenuto per la maglia da Fogacci: calcio di rigore. Inutili le proteste del difensore toscano e di Ricci. Dai gesti dell'arbitro si intuisce la spiegazione a Fogacci: «L'hai affossato». «Vero, mi ha subito detto che l'avrei tirato io per la maglia e fatto cadere - spiega Fogacci - Ma non è cosi. Un metro di giudizio che è stato sfavorevole a noi dall'inizio alla fine, se riguardiamo la gara avrà fischiato 30 punizioni a favore del Legnano e 5 a noi. L'arbitro ha fischiato un fallo di confusione in area penalizzandoci. Perché avevamo vinto». Anche il compagno di reparto Luca Ricci conferma: «Un fallo di confusione che di solito viene fischiato a favore della difesa - sottolinea il difensore romagnolo - : Ferretti ha anticipato tutti di testa e la palla era ormai lontano dall'area. Invece abbiamo visto visto l'arbitro indicare il dischetto vedendo il loro giocatore a terra. Una decisione che ci ha penalizzato ingiustamente». Se in casa Pavia tutti hanno le idee chiare, giusto sentire anche il racconto dall'attaccante del Legnano Antonio Lamenza. «Il difensore del Pavia mi ha preso per la maglia - spiega Lamenza - Se poi questo meritasse il rigore o meno, lo decide l'arbitro. A mio avviso c'era fallo perché sono stato sbilanciato». (e.v.)