«Il sogno? Una casa per anziani soli»
PAVIA. «Fino a poche settimane fa c'erano 30 famiglie qui. Venivano da tutta Italia e portavano i figli in Oncoematologia al San Matteo. Adesso ne sono rimaste tre. E' un contraccolpo che stanno avvertendo anche altre strutture di accoglienza. Magari la situazione si riassesterà perché i trapianti comunque si fanno ancora, ma noi cambiamo rotta» spiega Carmen Silva. Dedicandosi agli anziani.
Carmen è nata in Perù ed è approdata a Pavia diciotto anni fa. Anni che ha saputo mettere a frutto, con coraggio, crendo un'associazione che dà voce agli stranieri. 'Ci siamo anche noi" si chiama la sua onlus. Il terreno in cui si muove è quello del sociale, del volontariato.
Ed è cosi che il suo cammino si è intrecciato tempo fa a quello di una famiglia pavese che, tra le tante attività ha sviluppato anche un interesse nel settore edile. Arrivata a Pavia come badante e baby sitter, Carmen nel suo Paese è stata dirigente di un'azienza di import-export, direttore amministrativo di una clinica medica, parla tre lingue. E cosi quando la famiglia ha realizzato un residence, La Sfera in via Breventano, con l'intenzione di metterne almeno una parte a disposizione delle tante famiglie che percorrevano il cammino della salute e della speranza verso Pavia ha pensato a lei.
C'è Carmen oggi dietro al bancone della reception. E spiega: «Ci pensavamo da tempo. Pavia non è solo la cittadella della salute. E' anche, purtroppo, il capoluogo della provincia più vecchia della Lombardia». Non più tardi di una settimana fa il Santa Margherita ha snocciolato i dati del disagio: 1300 anziani ricoverati nel 2009, ma a più di 700 ha dovuto dire no. E l'istituto, trasformato in centro di riabilitazione, non offre più posti di sollievo. «Noi abbiamo pensato ai tanti anziani ancora autosufficienti, a quelli che però sono soli, magari con i figli lontani o comunque non in grado di badare a loro quotidianamente - spiega Carmen Silva -. Escono dall'ospedale e non se la sentono più di stare a casa o non ce la fanno. Io da sempre dico che se vinco al Lotto costruisco una residenza per la terza età a modo mio. E qui provo a portare avanti qualche progetto». Nel residence ci sono appartamenti in cui è possibile vivere in autonomia ma usufruendo di servizi comuni. «Metteremo a disposizione a breve anche operatori sanitari diplomati 24 ore su 24, una palestra per la riabilitazione, una zona benessere e un servizio di catering per i pasti» dice con quel suo accento che crea empatia. La struttura è già una grande famiglia. «Gli anziani nelle strutture sfioriscono - dice -. La nostra formula è innovativa a Pavia ed è già colludata nei Paesi del Nord Europa dove le amministrazioni civiche creano interi quartieri dedicati alla terza età, dotati di tutti i servizi: dal parrucchiere a domicilio alla spesa, alla possibilità di fare attività insieme». (m.g.p.)