«Internet interessa di più Gli antidoti servono a poco»
PAVIA.Gipo Anfosso, insegnante di Pavia alla scuola media comincia subito con un distinguo: «I ragazzi sono i primi a cedere, le ragazze continuano ancora un po' nel piacere del libro, anche se poi non vanno oltre le medie. Fino ai 16/17 anni la scuola riesce a contenere l'allontanamento dei libri, dopo subentrano altri interessi e chi legge lo fa su internet, non certo sui libri». Secondo Anfosso, anche chi continua ad essere un divoratore di pagine, finisce per diventare un consumatore unidirezionale: «Se uno ha la passione per il fantasy legge solo quello. Eppure ci sono libri bellissimi che ai miei tempi non c'erano. Noi alle medie passavamo alla letteratura dei «grandi», adesso per un ragazzo è difficile appassionarsi a questo tipo di lettura: è troppo faticoso lessicalmente. Per la nostra generazione la lettura era un rifugio dalla famiglia, a volte addirittura una forma di ribellione. Un ragazzo di oggi invece la considera un dovere. Il libro in sè non è un piacere: è un dato di fatto. Ci sono antidoti (leggere in classe, invogliare con titoli ad hoc) ma servono a poco. Bisogna attendere, poi i libri tornano a piacere».