Lungo la Vernavola le case come funghi E il parco non le blocca
PAVIA.Residenza Girasole, Villa Eleonora, Villa Serafina, La Valletta. Sono solo quattro degli interventi edilizi realizzati e in via di realizzazione in quello che i pavesi chiamano il Parco della Vernavola, il parco che non esiste. Perché a differenza del Parco del Ticino qui non ci sono confini, non c'è un regolamento, né un ente gestore.
«In realtà un'area vincolata esiste - spiega l'ambientalista e consigliere comunale del Pd Massimo De Paoli - è quello tracciato dal Parco del Ticino come riserva zoologica biogenetica». Questa zona è compresa tra via Folperti e via Montemaino. Il resto è area classificata come verde dal Prg. Un verde un po' sbiadito se è possibile trasformarlo in urbanizzato, come è successo a fianco della Greenway, dopo via Montemaino verso San Genesio.
La zona della Vernavola fino a pochi anni fa era sostanzialmente incontaminata, poi è passato il progetto di via Pavesi, previsto dal piano regolatore. «In qualche modo con quell'intervento si è rotto il fronte - spiega De Paoli -, perché poi si è costruito in altre zone vicino alla Vernavola. Ora, all'interno del gruppo del Partito democratico, stiamo cercando di chiedere che si costruisca davvero solo nelle aree dismesse. E' chiaro che i prezzi delle case lievitano a causa dei costi di bonifica, ma non possiamo più permetterci di consumare territorio».
All'inizio di via Pavesi, vicino alla rotonda di via Mirabello, c'è un palazzo, il primo di tre che fanno parte del Residenziale Girasole.
I proprietari degli appartamenti possono indossare la tuta da ginnastica e uscire di casa direttamente nel verde del parco.
Lo stesso potranno fare, tra viale Lodi e viale Cremona gli abitanti di Villa Eleonora (sessantadue appartamenti giù ultimati), Villa Serafina e della Valletta Molino Tre Mole. Tutti insediamenti previsti nel piano regolatore generale, tutti vicini alla Vernavola e al Vernavolino, la diramazione della roggia che scorre parallela al corso principale da via Ferrini fino a viale Cremona. Ma si potrà costruire molto altro ancora. In via Genova (al Vallone) e a fianco di Cascina Spelta, ad esempio. I costruttori lo sanno, sanno che queste sono le case di nuova edificazione più apprezzate dai pavesi con buone disponibilità economiche. Comprare un appartamento in condomini di questo tipo può costare da 2.500 a 3.300 euro al metro quadro.
Il problema è la tutela della Vernavola. L'avvocato Franco Maurici, consulente di Italia Nostra è sicuro che gli strumenti ci siano già: «Sono le norme tecniche del Prg approvate dalla Regione».
C'è chi dice che solo cedendo spazio alle case, all'interno del parco sarà possibile ampliarlo e renderlo più vivibile. «La scelta del prg che, alla fine, abbiamo apprezzato anche noi ambientalisti, è stata quella della perequazione - spiega De Paoli -. Con questo sistema chi costruisce cede in cambio aree verdi pari al triplo di quella occupata. Il Comune potrà comprare tutto il parco fino a San Pietro».
Non è d'accordo su questa posizione il sindaco Alessandro Cattaneo: «Il nostro orientamento, sottolineato in primo luogo dall'assessore Fracassi, è che le aree verdi vanno tutelate come sistemi. Il parco della Vernavola va tutelato di più. Il nostro progetto quello di realizzare una corona verde a ridosso della tangenziale. Ne abbiamo accennato nelle bozze del pgt. Pavia ha spiccate caratteristiche naturalistiche che vanno tutelate».