Con l'ironia di Manuela si ride sulle donne
GARLASCO. Ridere, con intelligenza, di donne, ma anche sulle donne. Potrebbe essere il motto di Manuela Tadini che stasera (ore 21.15) ritorna al Teatro Martinetti dopo il suo 'Camille Claudel" di un paio d'anni fa per presentare da autrice, interprete e regista 'Dottore, c'ho la vagina pectoris!", occasione per festeggiare l'8 marzo. Se la comicità è una forma d'aggressione che se la prende con la debolezza, la gracilità, l'ignoranza della condizione umana, non bisogna meravigliarsi che buona parte di essa abbia a che fare con l'intimità, il sesso, l'amore: è proprio in questo campo, infatti, che le nostre ossessioni rivelano tutta la loro fragilità. Da qui parte questo monologo, tra riflessione, sgomento e (auto)ironia.
Un monologo che parla della vita al femminile, disegna personaggi in lotta contro le discriminazioni, ne racconta conquiste e passioni tramite differenti modi di rivolgersi telefonicamente al proprio ginecologo, conducendo in un viaggio nel tempo che porta in scena tre donne di tre differenti epoche.
Alla fine degli anni Sessanta appartiene Elide, ultratrentenne popolana di borgata, che vorrebbe tenersi al passo con i tempi anche tramite specifici controlli sanitari.
Nella metà del decennio successivo c'è Milena, 28 anni, milanese, ricca alto-borghese di origine aristocratica, vetero-hippy colta ed entusiasta del movimento femminista.
Infine Alte(r)a, una 37enne pluri-laureata tutta 'cicci", dedita solo a carriera & computer, dalla vita cinica e controllata, forse senza senso.