«È la controriforma del diritto del lavoro»
ROMA.«La legge 1167 approvata dal Senato è un orrendo coacervo di articoli con alcune norme dal contenuto scandaloso concepite apposta per indebolire le tutele dei lavoratori». Luciano Gallino, uno dei più autorevoli sociologi del lavoro, attacca quella che definisce «la controriforma del diritto del lavoro» e mette nel mirino quegli articoli che «radono al suolo» l'articolo 18 dello Statuto.
I lavoratori hanno minori tutele con l'arbitrato?
«Istituendo arbitrato e conciliazione a scapito della via giudiziaria si indebolisce decisamente la parte già più debole, i lavoratori appunto. Questi istituti configurano un rapporto sociale equilibrato solo se i soggetti in conflitto si trovano su posizione paritaria di potere. Ma se uno di questi è più debole, si apre uno squilibrio».
Perché?
«L' imprenditore chiederà al lavoratore, al momento dell'assunzione, di scegliere tra giudice e arbitrato. Il lavoratore, che magari è disoccupato da tempo, cosa fa? Deve aderire o rifiutare un compromesso col quale s'impegna a rinunciare al ricorso al giudice a favore di una procedura d'arbitrato o assunzione. Scatta la trappola al momento della firma del contratto e il lavoratore resta sotto ricatto in una posizione di debolezza».
Aggirando l'articolo 18 i datori di lavoro hanno più potere?
«Si, a discapito della più debole controparte. Per questo la Corte costituzionale si è più volte pronunciata contro l'arbitrato nelle controversie di lavoro. Ma nella legge si determina il depotenzionamento del giudice che, di fronte a una controversia di lavoro, dovrà unicamente limitarsi a stabilire se il contratto sia stato stipulato in forma legittima».
E' una legge priva dei requisiti di costituzionalità?
«Certamente l'articolo 3 della Carta perde la sua efficacia di tutela». (v.l.)