Questo Voghera soffre di vertigini
VOGHERA. Soffre di vertigini, questo Voghera, che un mese fa volava al secondo posto in classifica, sulle ali della travolgente serie di 5 vittorie consecutive, accarezzando il sogno impossibile della rimonta sulla Tritium, mentre ora si ritrova in sesta posizione, fuori dalla zona play off, con un solo punticino all'attivo nelle ultime 5 partite, specchio rovesciato della striscia vincente di gennaio.
Numeri impietosi, ma che fotografano la situazione della squadra di Chierico alla vigilia della semifinale di andata di Coppa Italia contro il Pordenone, crocevia decisivo della stagione. L'ingegner Marino Vernocchi, vicepresidente del Cesena e consigliere di amministrazione del club rossonero, non nasconde la delicatezza del momento nè lesina critiche: «Cinque vittorie di fila testimoniano il valore assoluto del Voghera. D'altro canto, le troppe rimonte subite dimostrano anche che questa squadra è bella, ama guardarsi allo specchio, ma non ha attributi, fermo restando che l'obiettivo della coppa forse ha un po' distolto l'attenzione del gruppo e del tecnico, imponendo una certa rotazione nell'impiego dei giocatori».
Statistiche alla mano, sono 7 le rimonte subite dal Voghera, 16 i punti teorici gettati via, che sommati a quelli reali porterebbero i rossoneri a quota 52, a tre lunghezze dalla Tritium. L'ultimo smacco domenica a Darfo, quando la Voghe, chiuso il primo tempo sull'1-0 a proprio favore e in superiorità numerica, ha incassato il pareggio e poi, dieci contro dieci, addirittura l'1-2. «Ennesima dimostrazione - osserva Vernocchi - che a questa squadra non è stata trasmessa la necessaria rabbia agonistica».
Ma in via Facchinetti tiene banco anche la querelle Ascagni-Troiano. «Con chi sto? Sto dalla parte del Voghera - risponde l'ingegnere - Stiamo lavorando a tempo pieno per dare un assetto organizzativo solido. Ci sono tante azioni in corso d'opera e in questa fase le scosse di assestamento sono da mettere in preventivo». Come finirà? «Non sono un medium. Di certo, però, le guerre portano lutti e distruzioni anche a chi vince». A non risparmiare repliche al presidente, è il dg Donato Troiano: «Mi sembra che Ascagni abbia la coda di paglia, se si sente chiamato in causa da una battuta (quella sulla via da intitolare ai rifondatori del Voghera) che tra l'altro non è mia, ma di Vernocchi. Non voglio polemizzare, dico solo che abbiamo trovato in società una situazione da post-invasione barbarica». Infine, «voglio precisare di non essermi mai arrogato il ruolo di salvatore della patria, sul piano sportivo sono perfettamente consapevole che c'è ancora tanto da fare e tutto da vincere».