Si a liste pulite, ma senza fretta


ROMA.Berlusconi aveva chiesto massima severità e urgenza. Mano pesante sulle liste pulite e l'inasprimento delle pene. Il pacchetto anticorruzione varato ieri dal Consiglio dei ministri viene però vestito col disegno di legge e dunque le severe norme sul divieto di candidatura non varranno di sicuro per le prossime regionali. Il divieto sarebbe esteso anche a deputati e senatori e lo sconteranno, per cinque anni, tutti quelli che hanno avuto condanne definitive per reati contro la pubblica amministrazione. Incandidabilità anche per chi ha guidato amministrazioni con i bilanci in rosso. Per i governatori (ma non i sindaci) dalle mani bucate si applica il «fallimento politico»: se per un'azienda si portano i libri in tribunale in questo caso si portano davanti agli elettori.
Tutti d'accordo, «sostegno pieno» al disegno di legge anticorruzione annuncia in conferenza stampa il ministro della Giustizia Alfano, anche se poi si scopre che gli articoli sono suscettibili di modifiche, specie sulle delicatissime norme di ineleggibilità. Testo approvato «salvo intese» per il gergo di Palazzo Chigi, ovvero tecnici al lavoro e dunque norme che sicuramente non saranno approvate entro il voto regionale del 28 e 29 marzo. Motivi che probabilmente hanno indotto i ministri Alfano, Brunetta e La Russa a non accettare le domande dei cronisti, comportamento che ha registrato la censura della stampa parlamentare. Tra i nodi da risolvere ci sono i dispositivi per la trasparenza degli appalti, contenuti nella parte del piano anticorruzione che accompagna le norme e predisposto dal Dipartimento della funzione pubblica. Gare, autorizzazioni, concessioni, erogazioni di benefici economici a persone o enti pubblici o privati, concorsi e progressioni di carriera dovranno essere pubblicati sui siti degli enti. La nuova glasnost prevede inoltre l'istituzione di un osservatorio sulla corruzione con le amministrazioni che dovranno fornire le procedure di selezione, formazione e rotazione dei funzionari che operano in settori sensibili.
La parte della prevenzione era quella alla quale teneva proprio Alfano, mentre Fini si dice lieto per l'operazione «liste pulite» che aveva proposto personalmente nel pieno della bufera degli ultimi scandali. «È un vero freno per contrastare la cattiva gestione», dice il ministro Sacconi, «norme che il Pdl è pronto ad approvare al più presto in Senato», dice il capogruppo Gasparri. Una fretta annunciata che al momento non è però seguita dai fatti: le Camere non hanno ricevuto nessun testo che è un «articolato ancora da assemblare», ammette Calderoli. Anche per questo l'opposizione non risparmia critiche. «Riciclaggio di aria fritta e traffico di parole in libertà», è il commento per nulla tenero del capogruppo dell'Udc D'Alia. «Un provvedimento fatto più per propaganda che per contrastare la corruzione - aggiunge la capogruppo del Pd Anna Finocchiaro del Pd - valuteremo il testo quando ci sarà, per ora sono solo dichiarazioni di principio».

Nicola Corda