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ROMA.Si apre una settimana cruciale per i magistrati romani che indagano sul presunto riciclaggio di due miliardi di euro subordinato ad operazioni fittizie da parte dei colossi telefonici Fastweb e Telecom Sparkler. Domani si terrà l'interrogatorio di Silvio Scaglia, fondatore di Fastweb ritenuto dagli inquirenti uno dei principali artefici della megatruffa attuata tramite un articolato meccanismo di cessione di servizi telefonici transitato su società estere. Scaglia si è costituito nei giorni scorsi ed è attualmente rinchiuso nel carcere di Rebibbia. Prima di tornare in Italia dalle Antille, dove si trovava quando è stata emessa l'ordinanza di custodia cautelare nei suoi confronti, ha fatto sapere che intende chiarire la propria posizione. Prima di sentire Scaglia, il Gip Aldo Morgigni, magistrato che ha firmato le 56 ordinanze di custodia cautelare (4 a domicilio) ha in programma altri interrogatori di garanzia. Oggi saranno sentiti 3 dei 4 (uno è ancora latitante) ai domiciliari. Il procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo è appena rientrato dall'Inghilterra dove si è occupato degli aspetti procedurali legati alle posizioni di 4 (detenuti a Londra) dei 56. Ieri insieme ai sostituti ha passato al setaccio gli esiti degli interrogatori di garanzia finora eseguiti e l'andamento delle rogatorie internazionali disposte soprattutto in Gran Bretagna e Svizzera dove, oltre agli arresti, sono stati eseguiti sequestri e confische di beni per un valore di centinaia di milioni di euro. Alla Procura di Roma è stata espressa soddisfazione per l'esito dell'interrogatorio di Bruno Zito, direttore commerciale di Fastweb sentito sabato a Milano dal Gip Morgigni. L'indagato ha riconosciuto che le operazioni oggetto dell'inchiesta erano irregolari, ma lui non ne era a conoscenza.