Indagine per truffa, spuntano dubbi su altre trasferte

PAVIA.Rimborsi per circa 30mila euro l'anno, e solo per il tragitto da Bergamo a Pavia. Ma anche altre trasferte del presidente dell'Aler Franco Zecca sono nel mirino degli inquirenti. Viaggi di lavoro, con rimborsi di taxi e aerei, in queste ore sono sotto la lente di ingrandimento della Procura di Pavia. Mentre proseguono gli interrogatori dei dipendenti (nei prossimi giorni dovrebbero essere sentiti anche alcuni membri del consiglio di amministrazione dell'ente), e il mondo politico si agita, emergono altre indiscrezioni sull'inchiesta.
Il presidente, che è accusato di truffa ai danni di un ente pubblico, segue l'indagine che lo riguarda da Bergamo. Da lunedi mattina, quando i carabinieri e la finanza del nucleo di polizia giudiziaria della Procura si sono presentati negli uffici amministrativi di via Parodi, sede dell'Aler, per sequestrare documenti relativi ai rimborsi, il presidente Zecca ha ritenuto opportuno non presentarsi al lavoro. Almeno fino alla riunione del Cda, prevista per il prossimo giovedi.
I rimborsi su cui si sta concentrando l'attenzione degli inquirenti riguardano in primo luogo il tragitto casa-lavoro, da Bergamo (dove Zecca risulta essere residente) a Pavia, dove ricopre da 18 mesi l'incarico di presidente dell'Aler. Il viaggio, sempre secondo le poche indiscrezioni che trapelano dall'inchiesta (in Procura c'è il massimo riserbo) sarebbe costato, ogni mese, circa 2.500 euro. A questa cifra vanno poi aggiunte altre trasferte di lavoro: si sta verificando se ai rimborsi corrispondesse un'effettivo compimento dei viaggi. Il contenuto delle dichiarazioni dei dipendenti è coperto da segreto, ma voci dicono che qualcuno avrebbe confermato l'esistenza di una casa a Pavia, in viale Cremona, su cui Zecca si sarebbe appoggiato durante questi mesi. Dettaglio contestato dal presidente, che aveva riferito: «Viaggio tutti i giorni da Bergamo a Pavia». (m. fio.)