L'Espresso chiude in utile un anno duro
ROMA. Fatturato in calo del 13,5% (attestato su 886,6 milioni), utile netto di 5,8 milioni (-71,8%) grazie ai tagli ai costi, flessione del 14,9% della raccolta pubblicitaria, inferiore a quella del mercato di riferimento. Il consiglio di amministrazione del Gruppo editoriale l'Espresso, presieduto da Carlo De Benedetti, ha approvato il bilancio 2009 decidendo di non distribuire alcun dividendo e di destinare a riserva l'utile d'esercizio. Il consolidato risente infatti della «pesante crisi che ha interessato l'economia e il mercato di riferimento».
Lo spiega un comunicato diffuso al termine della riunione del Cda: un mercato che, complessivamente, registra una riduzione del 13,4% della raccolta pubblicitaria. La stampa con un calo complessivo del 21,6% è tra i settori più colpiti: i quotidiani a pagamento registrano una flessione del 16%, più contenuta rispetto a quella dei periodici (-28,7%) e dei quotidiani free (-26,6%).
I risultati consolidati del Gruppo Espresso risentono di questa situazione, evidenziata con la flessione del 13,5% del fatturato. I ricavi diffusionali (274,4 milioni), con l'esclusione dei prodotti opzionali, mostrano invece una buona tenuta attestandosi a -0,8% rispetto all'anno precedente. Nel dettaglio, i ricavi diffusionali di Repubblica mostrano una crescita dell'1,4% determinata dall'aumento delle vendite in edicola. I ricavi diffusionali dei quotidiani locali, cosi come la diffusione «riflettono una buona tenuta del portafoglio di testate del Gruppo». I periodici mostrano una flessione in linea con le tendenze di mercato del 7,4%.
I costi operativi sono stati ridotti dell'11,9% con risparmi per 97,6 milioni. L'organico del Gruppo è di 3.116 dipendenti con una riduzione di 228 unità (-6,8%).