Sannazzaro, tavolo di confronto tra sindacati e raffineria
SANNAZZARO.Un tavolo di confronto tra sindacati e unione dei petroliferi per monitorare l'andamento delle raffineria italiane, Sannazzaro compresa. Lo hanno deciso l'Unione Petrolifera, la Filcem-Cgil e Femca-Cisl dopo che il presidente dei petrolieri, Pasquale De Vita, aveva parlato di cinque raffineria «a rischio» di chiusura e di 7.500 posti di lavoro in discussione. Nascerà un tavolo di monitoraggio sulla raffinazione, settore che sta soffrendo la lenta, graduale conversione del mercato dell'energia, dal petrolio alle fonti rinnovabili. Sannazzaro con il polo Eni sarebbe estraneo a tale fenomeno recessivo: entro la fine del 2011 decolleranno nuovi impianti (Vacuum ed Est) e sono annunciati almeno sessanta nuovi posti di lavoro. L'osservatorio annunciato da Cgil e Cisl avrebbe l'obiettivo di tutelare l'attività produttiva e l'occupazione in generale.
Sergio Gigli della Femca-Cisl ammette: «Per affrontare la crisi si deve investire sulle raffinerie esistenti. L'obiettivo strategico è sfruttare al massimo ogni goccia di greggio lavorato, cosi come sta avvenendo nel polo Eni locale». Ed ancora: «E vanno eliminate alcune storture nel sistema degli appalti e delle cooperative, dove esistono procedure che vanno chiarite». Gianni Ardemagni, segretario provinciale Femca, conferma: «A livello locale con la Rsu e Raffineria Eni continuano i confronti sui temi posti della sicurezza e dell'occupazione, temi essenziali anche nel tavolo di confronto generale che si sta aprendo». E Giulio Morselli della Filcem: «La situazione di monitoraggio vale per tutti i siti petroliferi, anche quello a minor rischio come Sannazzaro. La fluidità del momento ci spinge alla massima cautela e attenzione sull'intero settore, anche dove, al momento, la recessione non è sentita».