Valenzana, l'insidia Feralpi
VALENZA.La Valenzana cerca di battere la statistica. Gli orafi, che vincono con il contagocce (quattro partite, peggio hanno fatto solo Pro Sesto e Olbia), cercano di fermare la striscia positiva della FeralpiSalò: con quattro vittorie e altrettanti pareggi, i bresciani di Claudio Ottoni vantano la serie più lunga. Vincere non sarà facile: per riuscirci la Valenzana deve ribaltare la lettura della gara rispetto al girone di andata, in cui venne messa sotto brutalmente da Baggio e Graziani.
«Mi è stato raccontato che all'andata la Valenzana prese la bambola - premette Devis Mangia, che all'andata era ancora disoccupato e sulla panchina orafa sedeva Antonio Pigino - la Feralpi è una squadra di alta classifica, che può qualificarsi per i playoff e viene da una serie positiva importante. Rispetto al passato, chi viene dalla D e mantiene l'intelaiatura della squadra in genere fa bene al primo campionato di Lega Pro. Prende pochi gol e davanti ha gente brava, come Graziani che conosco molto bene per averlo allenato alla Tritium».
La partita dell'andata fu un incubo per De Stefano, preso d'infilata sui primi due gol e sostituito già nel primo tempo, ma fu tutta la squadra a pagare il gioco champagne della Feralpi. Oggi orafi al completo. Fusco, finalmente guarito, andrà in tribuna perché il rientro in gruppo è recente. Mangia ha le idee chiare sulla formazione, eccetto i terzini: ballottaggio allargato a tutti gli effettivi a disposizione: Barabino, Lorenzini, Scarpitta, De Stefano, Di Donato e Benvenga. A centrocampo staffetta tra i due Caponi, esce Andrea ed entra Manuel, promosso Affatigato. Davanti torna Barbieri in tandem con Ravasi. La Feralpi è in formazione tipo. Il terzino sinistro è il giovane Longhi, reduce da una prestazione da incorniciare con la nazionale di Lega Pro. L'allenatore Claudio Ottoni, dopo la bella esperienza di un anno fa con la Sambo, si sta confermando a Salò e intanto frequenta il corso master a Coverciano con il milanista Leonardo, Spillo Altobelli e il pavese Mangone.