Il magistrato: vuoi un favore dalla banca? In cambio mi ristrutturi la piscina

ROMA. Francesco De Vito Piscicelli, l'imprenditore che rideva mentre a L'Aquila si moriva, aveva rapporti anche con Antonello Colosimo, magistrato della Corte dei conti e, nel 2005-2008, vice Alto commissario per la lotta alla contraffazione.
Ed è Colosimo che nel gennaio del 2008 si dà da fare per far ottenere all'impresa dell'amico, che versa in cattive acque, un finanziamento da Banca Intesa. Merce di scambio: la ristrutturazione della piscina della casa della moglie, in provincia di Rieti.
Piscicelli racconta al cognato Gagliardi dell'appuntamento che Colosimo gli ha procurato tramite una terza persona. Piscicelli: «...gli ha detto: 'lunedi mattina alle 8 viene l'ingegner Piscicelli... risolvigli i problemi per favore....l'accompagna il consigliere Colosimo».
Resta la piscina. Silvana Fiore la moglie di Colosimo chiama Piscicelli, ha una piscina «a sfioro» danneggiata. La vuole rivestire a mosaico: «Senti Francescone mi fai una cortesia... sono disperata, non ce la faccio più se tu mi fai venire questo io gli pago tutto». Piscicelli: «Non gli deve pagare niente, ti faccio chiamare nel giro di un'ora. Poi non parlare di soldi, non parlare di niente. Parlasse con me di soldi». (n.a.)