Stipendi, tagli per i musei


PAVIA. Dopo maestre e bidelle, il personale dei musei: la polemica sul taglio alle indennità di turno e di lavoro disagiato si allarga, e i sindacati minacciano scioperi dopo lo stato di agitazione. In ballo c'è la distribuzione di 3 milioni di euro tra i 700 dipendenti di palazzo Mezzabarba.
Soldi che fanno parte del fondo accantonato dal Comune per pagare ai dipendenti le indennità previste dai contratti nazionali di lavoro: nel 2009 il fondo era stato finanziato con 3 milioni e 266mila euro perchè si doveva tenere conto del rinnovo contrattuale dei dipendenti pubblici, per il 2010 ci sono a disposizione 3 milioni e 100mila euro. Quello che è cambiato, con la nuova amministrazione, è il metodo di ripartizione delle indennità. Per la giunta si tratta di una razionalizzazione necessaria ad adeguare le retribuzioni alle norme del contratto, per i sindacati, al contrario, una violazione del contratto.
«Il problema non si limita ai 180 lavoratori delle scuole che da settembre non hanno più in busta paga circa 110 euro perchè non viene versata l'indennità di turno - spiega Dario Creston della Cgil -. Da gennaio anche i dipendenti dell'area museale non percepiscono più l'indennità di disagio. Sono circa 200 euro al mese su uno stipendio base di circa 1.200 euro. Abbiamo chiesto al Comune una proposta per uscire da questa situazione, ma se la proposta non arriva in tempi rapidi decideremo in assemblea le iniziative. Non escludendone nessuna, nemmeno lo sciopero».
Dalla giunta ribattono che fare ordine era necessario: «Finora c'è stata una sorta di contrattazione separata per ogni categoria - conferma l'assessore al personale Cristina Niutta -. E i risultati non erano sempre del tutto corrispondenti a normativa nazionale. La scelta di revisione del pagamento delle indennità, quindi, è legata alla necessità di fare ordine».
Ma i tagli agli stipendi sono importanti.
«Deve essere chiaro che il fondo per i dipendenti non dirigenti non resterà nelle casse, ma sarà ovviamente distribuito tra i dipendenti - premette l'assessore Niutta -. Detto questo, le indennità potrebbero essere trasformate in premi legati alla produttività, e se il contratto non prevede l'indennità di turno, la busta paga potrebbe rimanere stabile anche con le ore di lavoro straordinario non coperte dall'indennità. La materia è complessa e, ovviamente, l'accordo si dovrà trovare con i sindacati».

Stefano Romano