Inviti per il Cnao, ora scoppia la polemica

PAVIA. Si spengono i riflettori sull'inaugurazione del Cnao e si accendono le polemiche. A protestare, per essere stati esclusi dalla cerimonia, sono i consiglieri di amministrazione del San Matteo che domani discuteranno dell'affronto in consiglio di amministrazione.
«Pretendiamo come minimo una lettera ufficiale di scuse - sbotta Ettore Filippi -. Chi di noi si è presentato all'ingresso è stato respinto. Compreso il nostro direttore amministrativo. Eppure il suo predecessore, ormai non più in servizio al policlinico ma in forze a un altro ente che nulla ha a che fare con il Cnao, era presente. Come mai? Ci sembra un gesto quanto meno indelicato nei confronti del San Matteo che grazie a una convenzione permette loro di funzionare. Quindi domani prima di sottoscrivere quella convenzione in consiglio di amministrazione vogliamo si faccia chiarezza sui rapporti con il Cnao che non devono essere di sudditanza».
Alla stessa sorte sono andati incontro lunedi mattina altri pavesi e alcuni giornalisti e fotografi che l'ufficio stampa del Cnao ha dovuto accreditare sul filo del rasoio come personale interno per farli assistere all'inaugurazione.
«Ci spiace dell'accaduto - spiega Gino Di Mare, che ha coordinato l'evento per la stampa -. Ma il momento era imponente. La presenza di tre ministri ha richiesto un cordone di sicurezza notevole e la Prefettura, che insieme alla Questura ha diretto le operazioni, ha imposto vincoli molto rigidi».
Si è imbattuto nelle maglie rigidissime della lista fornita dalla Prefettura di Pavia anche il consigliere di amministrazione del San Matteo Fabio Lambri. «Mi sono presentato all'ingresso e ci tenevo anche molto a dire il vero. Ma non c'è stato verso di entrare - racconta -. E come me il direttore amministrativo Isabella Galluzzo.
Sconsolati ce ne siamo andati. Mi è stato spiegato che nessun consiglio dei quattro Irccs fondatori è stato invitato per motivi di spazio. Ma allora ci spieghino se tutti quelli che hanno partecipato e sono entrati nella sala conferenze insieme ai ministri erano titolati a farlo». (m.g.p.)