L'addio dei rom al Casilino 900 per 40 anni "favela" della capitale

ROMA.Sessant'anni fa era una fungaia, poi per una decina d'anni ospitò famiglie siciliane e napoletane e per 40 anni è stato un campo nomadi, raggiungendo negli anni un triste primato: la prima grande favela di Roma e d'Europa. Fra breve il campo Casilino 900 sarà restituito alla città e diventerà un parco. Gli 'storici" del campo affermano che risalgono al '59 i primi insediamenti, erano per lo più siciliani e napoletani, i quali vi rimasero per circa un decennio. Nel '69 arrivarono i primi nomadi, i Salkanovic, che per vivere facevano gli arrotini e gli ombrellai. Vendevano anche trecce d'aglio che attaccavano alle loro biciclette. Fra loro c'erano bravi artigiani, qualcuno costruiva anche distillatori per la grappa. Si insediarono dalla parte della Casilina. In seguito si affiancarono i rom khorakhanè, i lavoratori del rame e del ferro. Il boom di arrivi di gruppi di rom nel campo è tra l'85 ed il '95, in particolare in concomitanza con la guerra nell'ex Jugoslavia. I primi furono i rom macedoni, seguiti dai bosniaci di origine montenegrina che cominciarono a fuggire nel '91 dal Kosovo. Nel '99 il campo diventa una vera e propria favela. Il 20 di questo mese vi sarà la festa d'addio.