Tra le delizie anche la piscina
PAVIA.Nella metà del Quattrocento dal balcone dell'ala scomparsa si poteva vedere sulla sinistra la sala della Palla, una costruzione (abita all'occasione anche a scuderia) ma riservata al gioco della palla i cui rimbalzi, grazie ad un particolare eco del locale, venivano replicati all'infinito. Non lontano, a completare le delizie dei giardini viscontei, c'era un edificio circolare dove «nel tempo del gran caldo venivano a lavarsi i duchi e le duchesse», come annota nel Cinquecento Stefano Breventano. In pratica una vera e propria piscina rivestita in marmo fatto venire apposta dal lago Maggiore. E pur di utilizzarla anche nelle stagioni meno calde, fu costruito un tetto per potersi immergere al coperto. Ad alimentare la grande piscina era la peschiera, una vasca di 25 metri di lato, completamente rivestita in marmo bianco con 4 grandi finestre e un tetto a forma di padiglione. La peschiera oltre ad ospitare rare spiecie ittiche alloggiava anche bianchi cigni. Tutt'attorno c'erano i giardini veri e propri. Un muro (più o meno all'altezza di via Folperti) li separava dal grande parco visconteo.