«Noi siamo pronti a costruire»
CASTEGGIO.Gabriele Bruni ha quarantanove anni, tre figli e un'azienda leader nell'impiantistica per il trattamento dei rifiuti, la «Syntal Italia» di Borgo Priolo: una ventina di dipendenti, commesse in tutta Europa, collaborazioni con Eni e Snam Progetti. Bruni è un casteggiano doc, laureato in ingegneria idraulica; i genitori gestivano il bar Vittoria e lui, ora, abita poco distante da dove, ad inizio aprile, si inizierà a costruire la nuova centrale a biomasse. La centrale che ha immaginato e progettato lui. E che nessuno vuole, che spaventa gli ambientalisti.
«E lei pensa, davvero, che possa realizzare un impianto che danneggi l'ambiente e le persone? Cioè il mio paese e la mia famiglia?», esordisce Gabriele Bruni.
La questione è quello che pensa l'attuale amministrazione comunale di Casteggio. Non crede?
«L'amministrazione comunale, la precedente e l'attuale, conoscono perfettamente il progetto (Michele Rossetti e Maurizio Antoniazzi erano assessori in entrambe, ndr). Al sindaco Manfra e alla sua giunta l'avevo illustrato nei dettagli. E c'era sostanzialmente una condivisione. Anche perché, ad essere onesti, ci sono solo vantaggi per il territorio».
Quali sarebbero?
«Iniziamo da quelli economici. Noi possiamo dare al Comune circa 3 euro a megawattora prodotto, insomma circa 450mila euro l'anno per i 15 anni di attività della centrale a biomasse. In buona sostanza, quasi 6 milioni di euro complessivi. Non solo. Siamo disposti a realizzare un sistema di teleriscaldamento in grado di fornire calore pulito all'area industriale e artigianale e alla zona adiacente. Con il teleriscaldamento potremmo far 'spegnere" circa mille caldaie tradizionali a metano o gasolio».
Sembra che sia arrivato Babbo Natale... Ma questa centrale, per creare 20 megawattora, produrrà pure qualche emissione inquinante. Non è certo energia pulita, non le pare?
«Pochissimo inquinamento. Quello acustico, con circa 63 decibel notturni in zona non residenziale, è praticamente nullo».
Ma nell'aria...
«Noi abbiamo avuto tutte le autorizzazioni, dall'Arpa, dalla Provincia, dal ministero. Siamo in regola e saremo monitorati minuto dopo minuto da centraline collegate appunto all'Arpa di Pavia. Qualsiasi sforamento dai limiti e si ferma tutto. Nonostante ciò, nel progetto noi garantiamo il 20 per cento in meno di emissioni. In più, tratteremo i fumi, limitando ancor di più le stesse emissioni. Ascolti: noi abbiamo lavorato per garantire la massima sicurezza e il minimo inquinamento. E si tenga conto che i 20 megawattora che produciamo sono alternativi, visto che portiamo l'energia nella rete nazionale, ad altrettanti prodotti con metano o gasolio. Le nostre emissioni evitano altre emissioni molto più inquinanti».
C'è il problema dei camion che trasporteranno le biomasse...
«Tre tir al giorno, che arriveranno dalla tangenziale senza dar fastidio a nessuno. Tre tir, non trecento».
In realtà non deve convincere noi, deve convincere il Comune di Casteggio.
«Siamo disponibilissimi, da sempre. Ma intanto, ad aprile, noi inizieremo a costruire la centrale».