Ancora quarantamila sfollati
ROMA.Guido Bertolaso alla fine di gennaio ha passato le consegne al nuovo commissario per la ricostruzione dell'Aquila, il presidente della Regione Gianni Chiodi e al suo vice, il sindaco Massimo Cialente, lasciando problemi risolti ma anche nodi difficili da sciogliere: il numero degli sfollati ancora in alberghi e case private; una situazione incandescente nei comuni fuori dal cratere del sisma; una città intasata di macerie.
Un'inchiesta dell'Espresso, oggi in edicola, rivela che a oltre dieci mesi dal terremoto sono oltre 40mila gli aquilani che continuano a vivere in hotel (6 mila), caserme (1.100), appartamenti lungo la costa (2.400) e soprattutto in autonoma sistemazione in case in affitto o altro (più di 31 mila).
Le cifre dicono poi chiaramente che rispetto ai 7.181 aventi diritto a uno degli alloggi del Progetto Case in quanto proprietari di abitazioni classificate E ed F (quelle distrutte o inutilizzabili), la Protezione civile ne ha costruite solo 5.565, 1.616 in meno del necessario.
Ma la fetta più grossa dei quarantamila è senza dubbio quella costituita dai cittadini dell'Aquila e dei paesi vicini che hanno subito meno danni e le cui abitazioni sono state classificate B e C (le A sono quelle agibili), circa 15 mila case riguardanti 30 mila persone. All'inizio di febbraio pochissimi lavori sono partiti.
Terremotati invisibili sono infine quelli dei comuni fuori dal cosiddetto 'cratere" del sisma dimenticati persino dalle statistiche della Protezione civile (nel suo sito non compaiono). Quanti siano esattamente nessuno lo sa. Una stima fatta dal consigliere regionale Giuseppe Di Pangrazio fa ammontare a quasi 10 mila il loro numero. Si tratta di persone di paesi che ricadono dentro le province dell'Aquila, Teramo e Pescara. Solo a Sulmona ce ne sono quasi mille e vivono in albergo o ospiti in abitazioni di amici e parenti.
Tra quelli aperti lasciati in eredità dalla Protezione civile, secondo l'assessore alle politiche ambientali dell'Aquila Alfredo Moroni, quello delle macerie «è il problema dei problemi». Bertolaso ha passato le consegne lasciando per le vie del centro storico ancora chiuso circa 4 milioni di tonnellate di materiale. E ora questa enorme massa impedisce la circolazione dei mezzi necessari ad avviare anche la minima riparazione degli immobili danneggiati. (a.g.)