Strade e industrie per rilanciare Vigevano
VIGEVANO.Una città in ritardo che rischia di perdere il treno dello sviluppo. Una città con infrastrutture che rallentano e isolano invece di attirare persone e imprese. Il potenziamento delle vie di collegamento e il sostegno alla vocazione produttiva di Vigevano sono le proposte con cui gli imprenditori rompono gli indugi e firmano il più forte richiamo e la più esplicita critica che si ricordi nella storia recente dei rapporti tra mondo dell'impresa e della politica locale. L'inserzione, pubblicata ieri sulla Provincia pavese, in cui si parlava di «sconcertante ritardo nella realizzazione delle opere che da tempo le forze economiche richiedono», è il primo atto con cui il Comitato intercategoriale si propone come interlocutore per chi amministrerà la città nei prossimi 5 anni. Alberto Cazzani, vice-presidente dell'Unione industriali della provincia, è stato eletto presidente di turno per il primo semestre 2010 e spiega quali temi saranno sul tavolo della discussione con i candidati alla carica di sindaco.
«Da parte nostra - dice Cazzani - presenteremo un documento comune e chiederemo con forza di essere ascoltati e di poter verificare l'attuazione dei programmi. Le forze economiche sono stanche di sentirsi chiedere cosa vogliono ad ogni vigilia elettorale e di constatare che, dopo il voto, nessuno più le ascolta». Il punto di partenza sono sempre le infrastrutture, le strade e le ferrovie che dovrebbero portare in città chi è interessato ad investire. Ma il potenziamento della ex-statale 494, il raddoppio della linea ferroviaria, la nuova autostrada Broni-Mortara sono ancora sulla carta e non sul territorio. «Il concetto base - continua Cazzani - è quello dell'appetibilità della città». Il presidente risponde con un «no comment» alle domande sull'outlet o sullo sviluppo edilizio di questi anni. «Non mi sembra giusto anticipare le nostre valutazioni. Sicuramente insisteremo sulle infrastrutture chiedendo semplicemente cose di buon senso. La tradizione produttiva della città va confermata, le imprese devono essere invogliate a venire. La valorizzazione turistica va bene, ma occorre qualcosa di più integrato tra i settori per rafforzare l'immagine della città». All'ultima riunione del Comitato hanno preso parte anche Bruno Stopino (Ascom), Giuseppe Righini (Collegio costruttori edili), Nicola Palermo (Cna), Walter Cibrario (Unione agricoltori) e Stefano Bellati (Confartigianato). «Il Comitato - sintetizza quest'ultimo - si pone come sede di discussione con chi governerà la città, a qualunque parte politica appartenga». (l.g.)