Perde il giubbotto antiproiettile e inventa il furto per non pagarlo Scoperto, denunciato e licenziato
VOGHERA. Perde il giubbotto antiproiettile assegnatogli dall'azienda, un costoso corsetto di ultimo modello, e per paura di confessare la verità si inventa un furto inesistente. Poi però il suo datore di lavoro e i carabinieri scoprono l'inganno e scatta la denuncia. A finire nei guai è stato P.C., una guardia girata residente a Voghera che lavorava per la Sicurglobal. Dopo avere scoperto l'inganno, infatti, la sua azienda ha deciso di interrompere il rapporto di lavoro con lui.
I carabinieri di Voghera, dopo una breve indagine, hanno scoperto che si era inventato tutto e lo hanno denunciato per simulazione di reato: un'accusa piuttosto grave.
P.C. entra nel mondo delle guardie giurate nel 1997, nella Srl «Il Fante» di Voghera. Nel corso degli anni passa quindi al «Città di Voghera», poi unificata alla Mondialpol che infine viene trasformata in Sicurglobal. E lavora ancora per la Sicurglobal nelle scorse settimane: quando, al termine di un servizio di guardianaggio notturno nel Vogherese, P.C. smarrisce il suo giubbotto antiproiettile aziendale. Si tratta di un corsetto di nuovo tipo, ultraleggero e super resistente, poco invasivo, che può essere indossato senza farsene accorgere anche sotto una normale giacca: un prodotto da almeno 800 euro. P.C. non lo trova più e inizia a preoccuparsi seriamente. Un giubbotto antiproiettile, infatti, è un po' come una pistola: può essere utilizzato anche da malintenzionati oltre che dalle guardie giurate. Particolare non meno decisivo è il costo del corsetto: il metronotte teme seriamente che l'azienda voglia rivalersi del danno su di lui, facendogli pagare per intero il costo del giubbotto.
A quel punto P.C. commette il suo errore più grande. Invece di andare in azienda e raccontare la verità, accettando di pagare magari a rate il valore del giubbotto, la guardia giurata si inventa un furto. Perciò va dai carabinieri e racconta di avere subito un furto con scasso all'interno della sua abitazione, in una delle notti in cui lui era in giro per la città per servizio.
I militari si recano in casa sua e fanno un attento sopralluogo: proprio a causa del fatto che un giubbotto antiproiettile non è un oggetto come gli altri. L'appartamento però è a posto. I militari non trovano segni di scasso su alcun serramento: evidentemente i ladri sono entrati utilizzando le chiavi. Inoltre nella casa non manca nulla, solo il giubbotto: ed è una cosa piuttosto strana. Il presunto furto «puzza di bruciato», ma non ci sono le prove. La prova arriva pochi giorni dopo, quando il corsetto antiproiettili viene ritrovato nel luogo in cui P.C. l'aveva perso. A quel punto la simulazione di reato è palese. La direzione della Sicurglobal considera l'accaduto molto grave, visto che interrompe il rapporto di fiducia che è alla base del lavoro delle guardie giurate: P.C. perde il lavoro e scatta la denuncia.