Boom di lavoratori non in regola
PAVIA. Le ispezioni sui luoghi di lavoro sono diminuite anche in provincia di Pavia come su tutto il territorio nazionale: la sfida della direttiva Sacconi del settembre 2008 era infatti di ridurre i controlli aumentando i risultati. E Pavia si colloca per il 2009 al secondo posto in Italia per rapporto tra premi o contributi recuperati e aziende messe nel mirino, dopo Varese (che ha recuperato in media 23.600 euro a controllo) e prima di Cagliari (13mila), con i suoi 15mila euro di media. Cosa emerge? Quasi un'azienda su due sul totale di quelle ispezionate era irregolare.
Ci sono state 928 aziende ispezionate (in 241 le ispezioni sono state doppie per verificare il rispetto delle prescrizioni imposte), 411 aziende sono risultate irregolari. I lavoratori non in regola sono stati 5.091 su 13.022 (39%, due su cinque), oltre 2mila in più rispetto al 2008. Più che dimezzati invece i lavoratori completamente in nero, senza contratto, da 583 a 252.
Insomma tanti lavoratori assunti in maniera non corretta. Lo conferma Alberto Gardina, neodirettore della Direzione provinciale del lavoro: «Crescono le forme contrattuali non genuine, ovvero collaborazioni, contratti a progetto, associazioni partecipate che in realtà celano rapporti di lavoro subordinato. Questo tipo di irregolarità comporta un risparmio per le aziende a spese dei diritti dei lavoratori, che non si vedono riconosciute le garanzie del contratto nazionale». Spiega Maria Luisa Micoli dell'unità operativa Vigilanza ordinaria: «La sanzione per chi impiega lavoro nero si aggira sui 3mila euro, più 150 euro per ogni giorno di effettiva occupazione del lavoratore». Accertata sulla base delle dichiarazioni e dei riscontri oggettivi.
«Quando i lavoratori in nero superano il 20 per cento del totale dei lavoratori presenti al momento dell'ispezione - illustra Gardina -, viene emesso un provvedimento di sospensione dell'attività». Sono state 55 le aziende sospese nel 2009, 15 nel settore edilizio, 26 pubblici esercizi, 4 agricole e 10 artigianato/industria, ma 37 di queste hanno ottenuto la revoca della sospensione in seguito al pagamento della sanzione, passata di recente da 2.500 euo a 1.500 euro, e la regolarizzazione dei lavoratori. Sul fronte dell'antinfortunistica sono state stilate 16 relazioni su altrettanti infortuni mortali, prevalentemente avvenuti nel settore agricolo e dell'edilizia, e sono partite 43 inchieste su infortuni con prognosi superiore ai 30 giorni (su un totale di 237): «Nel corso del 2009 - ha spiegato Gardina - sono state portate avanti campagne speciali per far emergere situazioni di irregolarità in determinati settori. La Campagna arcobaleno, sul controllo delle attività gestite da stranieri, ha riscontrato 31 aziende irregolari su 45 controllate, per un totale di 51 lavoratori irregolari».
Irregolarità in calo nel settore della vendemmia, criticità nel settore della logistica, dove l'irregolarità degli appalti, sempre più diffuso, nasconde «pratiche di caporalato». Infine l'80% delle comunicazioni di illeciti penali del lavoro riguarda violazioni in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro (339 su 425), mentre il restante 20% riguarda la somministrazione o l'impiego illecito di cittadini extracomunitari senza permesso di soggiorno.