«Spezia prima rivale ma questo Pavia lotterà fino in fondo»
PAVIA. La settimana di stop, più sul piano psicologico che su quello atletico, può aver fatto bene al Pavia, anche se la conferma l'avremo solo domenica a San Bonificio. Senza dimenticare che gli azzurri erano reduci dall'aver giocato ben cinque partite in tre settimane. Una sosta che arriva dopo la conclusione della finestra del mercato invernale e quindi alla ripresa del campionato tutte le squadre presenteranno l'assetto con cui concluderanno la stagione. Il Pavia, dopo Mazzocco, ha inserito nel gruppo anche l'attaccante Camilluzzi che completa un reparto trovatosi nuovamente in una fase d'emergenza. Ecco l'analisi del tecnico Amedeo Mangone.
Mangone, partiamo dal mercato. Il Pavia ha centrato i suoi obiettivi?
«Tatticamente, abbiamo già colmato la lacuna con l'acquisto di Mazzocco a inizio gennaio. Un regista puro in questa rosa non c'era. L'arrivo in chiusura di trattative di Camilluzzi completa invece un reparto offensivo in cui perdura mane l'assenza di Ferretti e, come si è visto contro la FeralpiSalò, la mancanza contemporanea di Pavoletti ci ha costretto a scelte d'emergenza. Camilluzzi ha sempre giocato nella Vibonese, è pronto fisicamente e ci auguriamo possa darci una mano».
I play off restano l'obiettivo prefissato della stagione, in un girone che ha più di una pretendente al salto di categoria?
«Inizialmente avevamo detto che migliorarci era la priorità e i play off erano la logica conseguenza di questo discorso. Ci sono molte squadre che hanno il nostro stesso traguardo. Il Pavia finora ha dimostrato di poter centrarlo, rimanendo praticamente sempre fra le prime cinque della classifica. Alla fine conterà la continuità, quella che sta dimostrando di avere lo Spezia, che per me è la squadra da battere».
Il Pavia può porsi, oltre ai play off, un traguardo ancora più importante come la promozione diretta?
«Siamo li e chiaramente non lasceremo nulla di intentato, specie se confermeremo gli ottimi risultati centrati dopo la batosta con il Mezzocorona. Credo che alla fine non conteranno solo gli scontri diretti con squadre come Spezia, Alto Adige, Rodengo, Alghero, ma far punti sempre. Quando non si riesce a vincere, a volte bisogna accontentarsi di quel pareggio che fa sempre muovere la classifica perché alla fine in questa situazione equilibrata anche un solo punto può fare la differenza».
Rispetto allo Spezia, però, il Pavia può avere il vantaggio di una minor pressione psicologica.
«Sapendo che non siamo partiti per vincere ad ogni costo, sicuramente. Né i media, né la società hanno mai detto che il primo posto o la promozione sono l'obiettivo stagionale. Mi fa piacere poi l'ottimismo dei tifosi che ci sono molto vicini e capiscono che questa squadra può e vuol fare bene. Gli applausi e l'incitamento fino alla fine nell'ultima gara disputata in casa con la Feralpisalò, sono un segnale importante».